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Panetta: «Le aggregazioni possono rafforzare il sistema». Patuelli: «Serve l'Unione bancaria»
Lo shock energetico e la rivoluzione dell’intelligenza artificiale stanno modificando gli assetti dell'economia e la Bce è costretta a muoversi con cautela, visto che i mercati sembrano scontare solo in parte i rischi geopolitici. Le banche italiane sono solide e mostrano una «redditività elevata». Le aggregazioni tra istituti di credito, in questo scenario, possono rafforzare il sistema, ma non rappresentano un valore in sé. È il messaggio che il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, ha affidato all'assemblea dell'Associazione bancaria italiana (Abi), durante la quale il presidente Antonio Patuelli, fresco di riconferma in una carica che ricopre dal 2013, ha posto l'accento sul completamento dell'Unione bancaria, ricordando il contributo degli istituti di credito, «che fanno più della loro parte», allo sviluppo del Paese. Il numero uno di Bankitalia ha ricordato che l'inflazione «oscilla attualmente intorno al 3% e si manterrebbe al di sopra di tale valore fino all'inizio del 2027», sottolineando come il recente rialzo dei tassi della Bce sia «una prima risposta, misurata, alla prevalenza di rischi al rialzo per l'inflazione». Le prossime decisioni dipenderanno dall'evoluzione dei prezzi dell'energia, della congiuntura e delle dinamiche salariali. Panetta invita però alla prudenza sui mercati: «La rapidità del recupero dei mercati va interpretata con cautela», perché «potrebbe riflettere non solo la fiducia nella capacità dell'economia mondiale di assorbire gli shock», ma anche «una sottovalutazione dei rischi». Il governatore ha inoltre ricordato il ruolo del credito in Italia, con «i debiti bancari delle aziende che rappresentano oggi il 14% della somma dei debiti finanziari e del capitale e il 46% dei soli debiti finanziari». In uno dei momenti più intensi per il risiko bancario italiano, Panetta ha osservato che le aggregazioni «avviate o annunciate» costituiscono un processo che «può rafforzare il sistema nel suo complesso», accrescendo l'efficienza e migliorando la qualità dei servizi a famiglie e imprese, anche se i risultati «non sono automatici». Le buone aggregazioni, ha aggiunto, «dipendono dalla solidità patrimoniale degli intermediari risultanti dalle operazioni, dalla sostenibilità dei piani industriali e dei modelli aziendali, dalla capacità di realizzare sinergie effettive e di integrare strutture, procedure e culture diverse. Il consolidamento va giudicato dalla sua capacità di conseguire questi obiettivi, preservando al tempo stesso concorrenza, pluralismo e vicinanza alle esigenze dell'economia reale». Il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, ha definito «indispensabile e urgente» il completamento dell'Unione bancaria, dell'Unione dei mercati dei capitali e dell'Unione dei risparmi, oltre a una minore concorrenza fiscale tra gli Stati dell'Ue. «Occorrono nuove regole comuni, testi unici o "codici" europei di diritto, innanzitutto bancario, finanziario, fiscale e penale dell'economia, per far crescere la competizione economica con regole uniformi e più semplici, in un mercato davvero unico». «In questa fase, per evitare la paralisi decisionale dei veti, nell'Ue occorrono le cooperazioni rafforzate tra gli Stati», ha aggiunto Patuelli, sottolineando anche la necessità di «misure che stimolino gli investimenti privati» e di «una riduzione della pressione fiscale per i risparmiatori in proporzione alla durata».
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