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Città bollenti e campagne a secco: perché il florovivaismo è la vera infrastruttura per il futuro - Associazione Florovivaisti Italiani
Il supporto della scienza: la natura è una forma di tecnologia efficiente. Le politiche pubbliche europee in tema edilizio si sono storicamente concentrate sulla protezione dal freddo invernale e sull'isolamento termico delle abitazioni. Tuttavia, l'allungamento delle stagioni estive sta dimostrando che molti edifici faticano a gestire i picchi di calore attuali. La scienza offre oggi dati inequivocabili sull'efficacia della copertura arborea (canopy cover) come strumento di mitigazione microclimatica. Un autorevole studio pubblicato sulla rivista scientifica npj Urban Sustainability (Zaerpour et al., 2025) evidenzia come la presenza delle chiome sia in grado di spiegare da sola circa il 67% della variabilità spaziale della temperatura dell'aria all'interno dei centri urbani. Secondo le rilevazioni, un incremento del 10% della copertura arborea riduce la temperatura dell'aria di circa 0,8°C, mentre una pianificazione che porti la copertura al 30% garantisce abbattimenti termici fino a 1,5°C nelle zone più esposte. L'effetto rinfrescante della vegetazione è dinamico e, come dimostrato da una ricerca pubblicata su Heliyon, la riduzione delle temperature tocca il suo picco massimo (tra 1,6°C e 1,8°C in meno) proprio durante le ore pomeridiane più calde. Al contrario, le aree completamente prive di alberate registrano una probabilità fino a cinque volte superiore di superare le soglie critiche di stress termico.
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