SBLOB
www.areaonline.ch

Giustizia termica: perché la canicola è anche un problema di classe sociale

11/08/2026 · Article 🕐 🆕
Quando si parla di ondate di calore, si tende a immaginare un fenomeno che colpisce tutti allo stesso modo. Le temperature salgono, le notti diventano tropicali e il disagio riguarda l'intera popolazione. Ma è davvero così? Secondo un recente studio dell'Università di Ginevra, la risposta è no. Per capire chi paga il prezzo più alto della canicola non basta guardare il termometro: bisogna guardare anche alle condizioni sociali ed economiche delle persone. A fare la differenza quando la canicola imperversa, infatti, sono anche la qualità dell'abitazione, il quartiere in cui si vive, la possibilità di modificare la propria casa, di rifugiarsi in luoghi freschi, di lavorare da remoto o di allontanarsi dalla città nei giorni più torridi. Tutti fattori che, direttamente o indirettamente, dipendono dal reddito, imponendo così una riflessione e una strategia d’intervento che della classe sociale facciano il loro nucleo fondativo.   Attraverso l'indagine “Le confort estival à Genève”, condotta nell'estate del 2025 su 1'048 residenti ginevrini, lo studio ha analizzato gli effetti del caldo sulla salute e sul benessere delle persone, le strategie adottate per fronteggiare le ondate di calore e, nondimeno, le profonde differenze sociali che emergono quando il termometro sale “su fino a casa del diavolo”. I dati, anzitutto, raccontano di estati sempre più difficili da sopportare: circa due terzi degli intervistati hanno dichiarato di soffrire regolarmente il caldo all'interno della propria abitazione. Il sonno è il primo a risentirne, ma il disagio si ripercuote anche sulla capacità di lavorare, di concentrarsi e persino di mantenere una normale vita sociale. Tuttavia, la ricerca mostra che questi effetti non si distribuiscono in modo uniforme. Al contrario, come detto, spesso seguono la geografia delle disuguaglianze, la cui bussola è costituita nientemeno che dal reddito: l’analisi evidenzia che le persone che percepiscono la propria situazione economica come difficile tendono a soffrire maggiormente il caldo rispetto a chi dispone di maggiori risorse, anche quando si considerano altri fattori come l'età, lo stato di salute o le caratteristiche dell'abitazione. In altre parole, la temperatura è la stessa per tutti, ma a cambiare sono le possibilità di tutelarsi da essa.   Casa e quartiere incidono sulla gestione della canicola Da questo punto di vista, la casa rappresenta il primo fattore di disuguaglianza. Vivere in un alloggio ben isolato, con schermature efficaci e una buona ventilazione naturale significa affrontare la canicola in condizioni completamente diverse rispetto a chi abita in spazi piccoli, poco performanti dal punto di vista energetico o sovraffollati. Lo studio mostra come la percezione di vivere in una casa adatta alle alte temperature sia associata a un minor disagio durante i mesi estivi, mentre la scarsità di spazio abitativo e le caratteristiche dell'edificio possono accentuare sensibilmente la sofferenza termica. Anche qui, il reddito continua a fare la differenza. Chi possiede l'abitazione o dispone di maggiori mezzi economici può investire in interventi strutturali – dall'isolamento dell'edificio alla sostituzione dei serramenti –, ottenendo benefici destinati a durare nel tempo. Per molte famiglie con redditi modesti o che vivono in affitto, invece, queste possibilità restano limitate. La capacità di adattarsi al caldo dipende allora da soluzioni molto più immediate: un ventilatore, una doccia fredda, le finestre aperte durante la notte. La differenza, insomma, sembra concretizzarsi nella possibilità di scegliere: alcuni possono modificare l'ambiente in cui vivono, altri possono solo adattarsi a esso. Anche il quartiere, e non solo l’abitazione, contribuisce a determinare il modo in cui si vive il caldo. La presenza di alberi, superfici verdi e punti d'acqua, così come il livello di traffico, di rumore o di impermeabilizzazione del suolo, incidono direttamente sul benessere. I quartieri più densamente edificati e maggiormente esposti alle isole di calore offrono infatti meno possibilità di trovare sollievo durante le giornate torride. Di nuovo: le persone con minori risorse economiche vivono più frequentemente in contesti urbani caratterizzati da una minore presenza di verde e da condizioni ambientali meno favorevoli. Così il reddito finisce per influenzare il “microclima quotidiano”: la possibilità di raggiungere facilmente un parco, una zona ombreggiata, una riva del lago o edifici climatizzati (come i centri commerciali) diventa parte integrante della capacità di affrontare il caldo. Giustizia termica: un nuovo sguardo da cui
Leggi l'articolo su www.areaonline.ch
Pagina non trovata - SBLOB.IT
SBLOB

404

Pagina non trovata.

Torna alla home