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Tasse, immigrazione e sicurezza: la verità. I dati che dimostrano in modo concreto che l'Italia migliora

02/07/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹
Le urla in politica servono solo a chi non ha nulla di concreto da mostrare al popolo italiano. Da troppo tempo, ormai, prevale nei partiti e nei loro leader lo schiamazzo continuo per negare le verità che esistono. A partire dalla rete. Per questo va invece raccolto, letto e raccontato il post pubblicato nei giorni scorsi da Riccardo Augusto Marchetti, deputato della Lega e suo leader in Umbria, che ha messo assieme le cifre del rilancio economico dell’Italia. Dati ufficiali e non bubbole propagandistiche. Un post che presenta numeri veri, corretti e supportati da fonti ufficiali. E si tratta di una nota politica che mette in luce i risultati del governo Meloni (di cui la Lega è parte) su tasse, lavoro e immigrazione irregolare. Meno tasse è il primo dato (con 33 miliardi di riduzione del carico fiscale), di fronte al quale dovrebbero cessare le chiacchiere della sinistra. Il sigillo lo mette la Ccgia di Mestre, che ha certificato a gennaio 2026 che, negli ultimi 4 anni (Leggi di Bilancio Meloni), famiglie e microimprese hanno beneficiato di una riduzione del carico fiscale di oltre 33 miliardi di euro (precisamente 33,3 miliardi netti per le famiglie), nonostante la pressione fiscale complessiva resti alta (intorno al 42,8-42,9%). Le misure citate (taglio del cuneo fiscale, riduzione seconda aliquota Irpef, Flat Tax fino a 85.000 euro per gli autonomi) sono reali e volute anche dalla stessa Lega col ministro dell’economia Giorgetti. E se è vero che la pressione fiscale generale è tra le più alte d’Europa e in leggera crescita per certi soggetti (grandi imprese), il beneficio mirato su famiglie e Pmi è documentato. Aumenta anche il gettito fiscale complessivo soprattutto perché si è rialzato il numero degli occupati. Tanto è vero che tasso di occupazione è passato dal 60,5% al 62,4%, cioè al massimo storico. Si tratta di un dato assolutamente corretto nell’ordine di grandezza. L’Istat ha registrato nuovi record: 62,7% a ottobre 2025, fino a 63,1% ad aprile 2026. È il livello più alto delle serie storiche. Come verifica di un andamento positivo delle politiche sul lavoro, il crollo della disoccupazione giovanile dal 23,9% al 18,1%. Che nessuno ormai può più negare perché in linea con il trend generale. Ed è scesa ulteriormente a minimi storici intorno al 16,9% ad aprile 2026. Da registrare con soddisfazione anche la crescita costante dei contratti a tempo indeterminato. Ci sono stati centinaia di migliaia di nuovi posti stabili (stime di +1-1,2 milioni in vari periodi del governo Meloni), con trasformazioni e nuove assunzioni a tempo indeterminato in aumento. Questi miglioramenti sono partiti da un contesto post-pandemia e post-crisi energetica, ma il trend positivo sotto l’attuale esecutivo è reale, secondo quanto rilevato proprio dall’Istat. Confortano anche i numeri legati alla sicurezza, a partire dal tema immigrazione irregolare. Sbarchi -77% rispetto al 2023, anno di effettivo avvio del governo Meloni. Dal picco di 157.000 nel 2023, si è scesi a 66.000 nel 2024 e livelli simili si sono stabilizzati nel 2025, con cali ulteriori nel 2026 (fino a 70/78% cumulativi in alcuni report). Gli stessi rimpatri beneficiano di un +40%. I dati del Viminale mostrano aumenti significativi (es. +52% in certi anni rispetto al 2022, trend di crescita costante). Pure gli ingressi irregolari lungo la rotta balcanica calano al 50%: a parlare sono diversi report nazionali. A partire da Frontex che ha evidenziato i cali clamorosi lungo quella rotta (con dimezzamenti in certi paesi di transito). Questi risultati derivano da accordi con i paesi di origine e transito (Tunisia, Libia, ecc.), maggiori rimpatri e controlli. In sostanza proprio dal post diffuso dall’esponente della Lega appare chiaro come sia basato su fatti, e non sulla solita e pura propaganda vuota che dall’opposizione si pensa di poter urlare senza che nessuno si preoccupi di verificare le loro accuse. La Lega e i suoi alleati possono legittimamente rivendicare questi risultati, che si inseriscono in un quadro di governo dal 2022. Ovviamente lo stesso Marchetti comprende che non tutti i meriti sono solo della Lega, anche perché è un governo di coalizione. Però scrive solo verità inconfutabili. Certamente rimangono criticità strutturali (pressione fiscale alta, occupazione femminile e Sud ancora indietro, flussi migratori complessi). In sostanza i numeri sono come fotografie “istantanee” e possono variare con il contesto economico europeo. Ma quel che emerge con chiarezza è differenza tra chi governa e chi fa solo opposizione. E i dati lo mostrano.
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