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Non basta comunicare: occorre saper generare vita. E saperlo fare con autenticità, passione, creatività. È questo il cuore del messaggio lanciato ieri alla Libreria San Paolo di Roma, dove si è svolta la cerimonia di consegna del Premio “Artigiano della Comunicazione” 2025, promosso dalla Società San Paolo.
Nel cuore della Capitale, a due passi da San Pietro, il pomeriggio del 5 giugno ha visto convergere parole, storie e testimonianze per la prima edizione di un premio nato per durare. L’iniziativa – pensata da don Roberto Ponti insieme al Consiglio Provinciale della Società San Paolo, in occasione della 59ª Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali e del ventennale della Settimana della Comunicazione – vuole celebrare chi, nel mondo della Chiesa e della società, comunica intrecciando verità e creatività, lasciando un’impronta profonda nel tessuto relazionale e culturale.
A ricevere il riconoscimento sono stati due testimoni d’eccezione: Arturo Mariani, scrittore, atleta e motivatore, e il Cardinale Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede. Due percorsi molto diversi, uniti però da un tratto comune: la capacità di parlare al cuore, di costruire prossimità, di accendere speranza.
A sottolinearlo è stato anche don Domenico Soliman, Superiore Generale della Società San Paolo, intervenuto all’incontro: «L’artigianato della comunicazione è una vocazione – ha detto – che richiede cura, discernimento e passione educativa. Non si improvvisa, ma si coltiva con pazienza e amore».
Moderati dalla giornalista di Famiglia Cristiana Annachiara Valle, i due premiati hanno raccontato le loro esperienze di vita e comunicazione, offrendo uno spaccato intenso del significato profondo del comunicare oggi.
Il Cardinale Fernández, con tono familiare e riflessivo, ha ripercorso il filo rosso che unisce le tappe del suo percorso: «Fin da ragazzo ho sentito il desiderio di comunicare – ha raccontato – al punto da fondare un piccolo gruppo teatrale nella mia parrocchia». Poi il salto alla radio, durante il sacerdozio, e da lì la scrittura, con una produzione editoriale prolifica che ha lasciato tracce significative nella vita delle persone: «Comunicare – ha detto – è generare vita. Non si tratta solo di trasmettere contenuti, ma di condividere un’esperienza che si fa prossimità».
Arturo Mariani, invece, ha portato sul palco la forza della sua storia personale: nato con una sola gamba, ha saputo trasformare quella che molti avrebbero considerato una limitazione in un trampolino di senso e motivazione. “Proabilità” è la parola che ha coniato – una fusione tra “possibilità” e “abilità” – per raccontare la sua visione della disabilità: «Non è una barriera alla comunicazione – ha detto – ma un’occasione per scoprire il valore della verità, del mettersi in gioco, dell’ascolto». Una testimonianza potente, che ha emozionato e ispirato i presenti.
La cerimonia si è conclusa con un momento conviviale denso di significato: un gelato. Ma non un gelato qualsiasi. A tutti i partecipanti è stato offerto il gusto “Giubileo”, creato artigianalmente da Francesco Ceravolo, titolare della gelateria Hedera di Borgo Pio. Un gusto speciale, già ideato nel 2015 per il Giubileo della Misericordia, che torna a farsi memoria e festa. Ceravolo, figlio d’arte, prosegue la tradizione paterna con passione e creatività, incarnando – anche lui – quell’“artigianato” che è molto più di una tecnica: è una forma di amore per ciò che si fa e per chi lo riceve.
In un mondo spesso dominato dal rumore e dalla superficialità, il Premio “Artigiano della Comunicazione” ricorda che comunicare è innanzitutto un atto d’amore. E che le parole, quando nascono dalla verità e dall’ascolto, sanno davvero generare vita.
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