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Lasciati al sole per quattro ore dal Flixbus, la compagnia: "Vi rimborsiamo ma solo in seconda classe"
Quaranta passeggeri, di cui una decina di anziani, lasciati sotto al sole in una piazzola tra Milano e Melegnano per 4 ore. Senza un bagno né un bar dalle 10.20 fino alle 13 di mercoledì primo luglio scorso. Sembrava un viaggio come un altro quello a bordo del Flixbus 410 con partenza da Parigi e arrivo a Bologna. "Poi ci siamo fermati per una sosta in attesa dell'arrivo del cambio autista", spiega Chiara, una degli inconsapevoli passeggeri. Ma qui qualcosa sarebbe andato storto: "Per la prima mezz'ora ci dicevano: 'Tra un po' partiamo'". Ma questo 'tra un po'' non arrivava. "Poi l'autista ci ha detto che stava aspettando il badge per ripartire e che un suo amico glielo stava portando". Nel frattempo le temperature salivano fino ai 36-37 gradi. "A un certo punto scendiamo dal mezzo. C'era pochissima ombra e l'abbiamo lasciata alle persone più anziane. Non avevamo nessun tipo di notizie", spiega la sfortunata passeggera. Dopo quattro ore la sentenza: il pullman non ripartirà. Alle 13.14 ai 40 malcapitati viene recapitata un'email: "Non abbiamo trovato un'alternativa. Vi invitiamo a utilizzare un'altra compagnia di bus o treno (di seconda classe) per raggiungere la vostra destinazione. Ci scusiamo per il disagio". "Il motivo non ce lo hanno mai detto chiaramente. L'autista nel frattempo voleva abbandonarci, ma lo abbiamo minacciato ed è rimasto", si sfoga Chiara. Con le valigie e senz'acqua, alcuni dei passeggeri hanno poi percorso il tratto autostradale fino alla stazione di Melegnano. Una mezz'ora di camminata con il sole a picco per sperare di raggiungere la propria destinazione in breve tempo. "Morale della favola? A Bologna ci sono arrivata alle 16. Dopo 6 ore di odissea", prosegue Chiara. Dalla compagnia la versione è un po' diversa, Flixbus risponde con un'email in cui parla di "guasto tecnico" che avrebbe "compromesso il corretto funzionamento del mezzo, incluso l’impianto di aria condizionata", dice, scusandosi per il disagio. Eppure chi ha vissuto la disavventura dice che il mezzo sarebbe stato sempre con aria condizionata funzionante, mentre acceso. "In circostanze come questa - precisa la compagnia - la nostra procedura prevede, ove possibile, l'invio di un mezzo sostitutivo per consentire la prosecuzione del viaggio. Qualora ciò non sia realizzabile, ai passeggeri viene offerta la possibilità di raggiungere la destinazione con una soluzione di viaggio alternativa, con rimborso delle spese sostenute secondo le modalità previste". Un rimborso, sì, ma solo per la seconda classe.
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