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Il Vangelo dell’Accoglienza. L’adozione come esperienza di libertà e amore vero
Venerdì 12 giugno (solennità del Sacratissimo cuore di Gesù) Cristina e Fernando Carallo (Comunità La Pietra Scartata, Arcidiocesi di Lecce, Regione Puglia) commentano il passo del Vangelo secondo Matteo.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 11,25-30)
In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo. Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Il commento di Cristina e Fernando
In questo brano del Vangelo troviamo due concetti basilari: la piccolezza come via per conoscere Dio e la dolcezza del giogo di Cristo.
Il dono della piccolezza: Perché Dio si rivela agli umili
Gesù svolge una lode a Dio, suo Padre e nostro, perché i misteri del Regno sono riservati ai “piccoli” non agli intelligenti o ai sapienti. La “piccolezza” non è ingenuità o ignoranza, ma la mancanza di difese egoistiche. I piccoli sono chi non si appoggia alle proprie sicurezze o sul potere, Dio si rivela a chi si lascia amare. La conoscenza di Dio è un dono, è la parte più difficile e abbandonarsi completamente a Lui, senza nessun ragionamento, quella è la vera libertà. Gesù invita chi è “affaticato e oppresso” ad andare da Lui; spesso noi siamo stanchi perché vogliamo portare pesi che non sono nostri.
"Il mio giogo è dolce": trovare ristoro nella Misericordia di Dio
Infine, Gesù ci invita a prendere il suo giogo e a imparare dalla sua mitezza e umiltà. Il giogo per la cultura ebraica è l’interpretazione della Legge. Vuole dire che il suo giogo è leggero perché e basato sulla misericordia e la certezza di essere amati. L’invito di Gesù non è un’imposizione, ma una liberazione da un controllo che non ci permette di farci amare da Lui.
Dalla Parola alla vita: la libertà dell’amore
Pensiamo che questa liberazione l’abbiamo potuta sperimentare quando abbiamo detto sì all’adozione. In quel momento abbiamo abbandonato tutti i nostri ragionamenti che ci tenevano prigionieri di dinamiche che non appartenevano a Dio. Abbiamo permesso a Dio di entrare nella nostra vita, sperimentando la sua Misericordia. Egli, nel suo immenso amore, ci ha donato il perdono di noi stessi, comprendendo che non è il vincolo della carne che ci lega, ma l’Amore vero che dà senza chiedere nulla, questo Amore ha rafforzato ancora di più la nostra relazione di coppia rendendoci liberi e più forti. Ogni giorno affrontando le difficoltà quotidiane siamo certi che Lui c’è sempre, ci ama donandoci e aiutandoci attraverso la sua Misericordia: Egli è puro Amore dove noi troviamo riposo nella relazione con Lui.
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