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Formazione manageriale e AI: alla Giornata Asfor pensiero critico al centro - ASFOR - Associazione Italiana per la Formazione Manageriale

10/08/2026 · Article 🕐 🆕 🇮🇹
di Alessandra Cicalini* * L'articolo, qui riprodotto per gentile concessione dell'autrice, è stato pubblicato sulla piattaforma People are People Gli amanti del vintage potrebbero trovare esteticamente interessanti i telai meccanici introdotti dalla prima rivoluzione industriale, ma è molto probabile che non la pensassero così gli operai del settore tessile che li avevano presi talmente in odio da distruggerli. Oggi come allora, un eventuale movimento luddista che lottasse contro l’espansione dell’intelligenza artificiale generativa non avrebbe alcuna possibilità di vittoria, ma questo non significa rinunciare in partenza alla battaglia culturale, economica e sociale che consenta a noi esseri umani di controllarne lo sviluppo «con determinazione». A pronunciare queste ultime parole è stato Marco Vergeat, Presidente dell’Associazione italiana per la formazione manageriale, in dialogo con lo scienziato e imprenditore Alberto Sangiovanni Vincentelli, vincitore dell’Asfor Award for Excellence 2026, consegnatogli in chiusura della XXIV Giornata della Formazione manageriale, ospitata alla Rome Business School il 17 e 18 giugno scorsi. SANGIOVANNI VINCENTELLI: «PER INNOVARE SERVONO ANCHE LE MATERIE UMANISTICHE»A parlare di necessità di andare oltre «la forza bruta» che caratterizzerebbe la Gen AI attuale è stato in particolare proprio lo scienziato e imprenditore, pioniere dell’automazione nella progettazione elettronica e figura di riferimento mondiale nel campo dell’innovazione tecnologica: «Per innovare – ha affermato Alberto Sangiovanni Vincentelli – a volte non bastano le materie scientifiche, bisognerebbe integrare le materie umanistiche in una visione globale del problema. Nel mio caso, alcuni dei risultati che ho ottenuto si sono ispirati alla filosofia classica, a Platone, a Sant’Agostino, a Kant». Da sinistra, Antonio Ragusa, Alberto Sangiovanni Vincentelli e Marco Vergeat (foto Danilo D’Auria) CON “HumanAI” ASFOR APRE IL CONFRONTO SUL FUTURO DELLA FORMAZIONE MANAGERIALEIl suo punto di vista è in linea con la stessa iniziativa di Asfor, intitolata non a caso “HUMANAI. Ripensare la cultura e la formazione manageriale nell’era dell’intelligenza artificiale”, che si è aperta con i saluti Antonio Ragusa, Dean della Rome Business School, che ha invitato i presenti a prestare attenzione al motto della scuola “Better managers for a better world”, stampato a chiare lettere sulla parete di fondo della conference hall nella sede di Via Giuseppe Montanelli, a pochi metri dal Lungotevere delle Armi. In questo scenario, acquisisce un ruolo di primo piano la «formazione esperienziale» o «aumentata», come hanno rimarcato diversi degli ospiti protagonisti dei panel invitati a salire sul palco. Moderatore della prima tavola rotonda, Elio Borgonovi, Professore Emerito dell’Università Luigi Bocconi, ha dialogato con Duccio Vitali, Ceo di Alkemy Group, il Dean della RBS, Antonio Ragusa, e Giuseppe De Nichilo, Network Development General Manager di Toyota Motor Italia, attorno al tema “Come cambia e cambierà il ruolo e il profilo del manager”. Parola d’ordine dell’oggi è «complessità», ha ribadito in particolare quest’ultimo, un aspetto di cui i responsabili devono necessariamente tener conto in maniera sistemica. Partendo dall’analisi delle domande poste a persone reali, successivamente analizzate da ricercatori e da Chat GPT, l’ultimo libro della collana FrancoAngeli di Asfor, intitolato “Un profilo per il manager del futuro”, ha messo a confronto analogie e scostamenti tra le risposte fornite dagli umani e dall’intelligenza artificiale. Il metodo seguito nel volume, illustrato da Borgonovi durante la tavola rotonda, ha suscitato l’interesse di Ragusa, che a sua volta racconta di aver interrogato più di un’AI generativa con un quesito sull’esistenza o meno di Dio, ottenendone risposte molto differenti. Senza purpose comune, senza valori condivisi e reale attenzione alla diversity (come rimarcato in particolare da Vitali), le aziende rischiano di perdere il nuovo ruolo attribuito loro da un nuovo filone della scienza politica, che le vede come veri e propri corpi intermedi capaci di difendere le democrazie. Borgonovi cita non a caso una delle ultime ricerche Gallup, che parlava di rischio di grande depressione per i manager per effetto dell’eccessiva velocità tecnologica che mette in crisi la plasticità del cervello umano. ADDIO ALL’APPRENDIMENTO LINEARE Di “Magnifica Humanitas” parla Papa Leone XIV nella sua enciclica, come ricordato da Giorgio Colombo, Executive Vice President HR &ICT di Edison, durante il panel intitolato “La formazione manageriale nell’era dell’AI: gli orizzonti e le sfide del cambiamento”, moderato da Elisabetta Salvati, Vicepresidente Asfor, che ha dialogato anche con Francesco Venier, Dean for Executive Education del MIB Trieste School of Management, e Lucia Melcore, HR Director Europe Talent, Inclusion & Employee Experience di Procter & Gamble. L’AI AGENTICA ARRIVA NEI CDACome
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