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Da Venezia a Palermo con 1€. Il "viaggio folle" di Giorgio Voltolina: "L'Umbria è stata una delle sorprese più belle di questa avventura"

25/07/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹
Un'idea nata tra i paesaggi del Sud-est asiatico e un conto in banca che segnava "meno 25 euro". Giorgio Voltolina, 24 anni, lo scorso 16 luglio ha deciso di partire insieme a un suo amico per una sfida un po' folle - quella di raggiungere Palermo partendo da Venezia con appena un euro in tasca. L'obiettivo è duplice. Da un lato, assistere alla laurea di amiche conosciute durante l'Erasmus a Granada, in Spagna. Dall'altro, cogliere l'occasione per scoprire le meraviglie del nostro Paese: "Potevamo cercare di racimolare i soldi a Venezia per prendere un aereo diretto per Palermo - spiega Giorgio al Corriere dell'Umbria -. Invece l'obiettivo è proprio attraversare l'Italia per vedere le sue terre; io personalmente ho viaggiato tanto, ma poco in Italia, quindi era una bella occasione". Ieri - martedì 21 luglio -, il loro lungo viaggio verso il capoluogo siciliano li ha portati in Umbria. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Giorgio Voltolina (@giovolt_) Il progetto è maturato proprio dalle esperienze vissute negli ultimi sei mesi: "Sono stato nel Sud-est asiatico - racconta -. Dovevo finire un master, ma non volevo farlo qui in Italia, allora sono andato a fare volontariato mentre finivo di studiare. Ovviamente, da studente, non avevo un grande budget e durante il viaggio ho finito tutti i soldi, ritrovandomi in Malesia con meno 25 euro sul conto. Tornato a casa, è arrivata la chiamata di queste ragazze che avevamo conosciuto a Granada, che ci invitavano alla loro laurea. Non avendo un soldo, abbiamo deciso in due che non potevamo mancare e che saremmo partiti con un solo euro. Inoltre, nel Sud-est asiatico avevo girato parte del Paese in autostop e ho visto che mi piaceva molto - c'è tanto contatto umano, conosci tante persone ed è un modo di viaggiare bellissimo che evidenzia la gentilezza della gente. Mi sono detto: 'l'ho fatto in Vietnam, perché non farlo in Italia?'". Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Giorgio Voltolina (@giovolt_) Da quel momento è partita la "pazza idea" di percorrere la penisola alternando l'autostop a metodi originali e simpatici per racimolare qualcosa: "Non chiediamo mai l'elemosina - precisa -. Siamo partiti da Venezia con un euro, abbiamo comprato fogli e penna e abbiamo scritto un cartello: '1 ritratto 1€'. Erano ritratti brutti, ma puntavamo tutto sulla simpatia, e così siamo arrivati a 13 euro". Un altro metodo collaudato per finanziare il tragitto è quello delle barzellette: "Delle freddure a offerta libera. Se le persone sorridevano potevano darci quello che volevano, se non sorridevano, nulla". Il cuore del progetto resta tuttavia l'autostop. Un metodo già sperimentato in Vietnam e che Giorgio ha voluto testare sulle strade italiane: "All'inizio è stato veramente semplicissimo - racconta ancora -. Si fermavano in dieci minuti, proprio come in Vietnam. Lì forse la differenza è che, non essendo abituati agli stranieri, volevano subito farti conoscere la famiglia e invitarti a pranzo per farti vedere ai parenti. Qui magari ci portano semplicemente a destinazione, che per noi è comunque un atto di grande gentilezza e fiducia. Noi siamo persone timide e quando vediamo che qualcuno ci sta dando tanto vorremmo ricambiare, ma in Italia la gente non ti lascia farlo - partono dandoti un dito e poi ti danno tutto il braccio". L'unica vera difficoltà finora si è verificata a Bologna, dove - spiega Giorgio - "abbiamo avuto qualche problema con l’autostop, forse per il punto in cui eravamo o per il cartello troppo piccolo, ma poi una ragazza ci ha ospitato per una seconda notte senza problemi". A giocare un ruolo fondamentale nell'impresa è anche la rete dei social media. Grazie a Instagram, infatti, Giorgio riceve segnalazioni, offerte di posti letto e passaggi: "Cerco di aggiornare sempre la pagina su dove siamo per ricevere aiuti. Se tramite i social troviamo qualcuno che ci ospita in un punto esatto, usiamo il poco budget che abbiamo per prendere un mezzo di trasporto e arrivare sicuri a destinazione, perché l'autostop ha sempre un margine d'incertezza". Ed è proprio così che - dopo un tragitto in Flixbus fino a Perugia - i due ragazzi sono riusciti a esplorare l'Umbria: "Una ragazza che mi seguiva sui social per i video nel Sud-est asiatico mi ha scritto che poteva venirci a prendere a Perugia per portarci a Cannara e offrirci il pranzo. Poi un altro ragazzo da Spoleto ci ha scritto per ospitarci". In Umbria dovevano restare soltanto un giorno, ma le bellezze e l'ospitalità del cuore vere li hanno spinti a fermarsi più a lungo: "Ci siamo trovati così bene a Cannara che siamo rimasti di più; il ragazzo di Spoleto ci ha detto che potevamo andare da lui il giorno dopo, così ci avrebbe mostrato meglio la zona". "La giornata di ieri (martedì 21 luglio, ndr) in Umbria è stata la più inaspettata - prosegue - eravamo arrivati per un solo pranzo e invece ci hanno fatto stare a cena e ci hanno fatto dormire qua. È stata la giornata che ci è piaciuta di
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