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Ad Asti un progetto sperimentale sull'affettività per le persone con disabilità o neurodivergenze
Rompere il muro degli stereotipi e dei tabù legati alla sfera intima delle persone con disabilità e neurodivergenze. È questo l'obiettivo del progetto sperimentale “Interventi sulla sessualità e l’affettività rivolti a persone con disabilità e neurodivergenze”, la cui convenzione tra l'Asl AT e il Comune di Asti è stata approvata dalla Giunta del 4 agosto. L'iniziativa, proposta dall'assessore ai Servizi Sociali Eleonora Zollo, punta a riconoscere la dimensione della sessualità e dell’affettività come un diritto fondamentale di ogni individuo, garantendo il pieno godimento dei diritti e il principio di uguaglianza in linea con la recente riforma sulla disabilità (D. Lgs. 62/2024). A chi si rivolge il progetto Il percorso, che prenderà il via in forma sperimentale da settembre, interessa soprattutto i giovani e le persone con disabilità intellettiva, con disturbi dello spettro autistico o altre neurodivergenze. Il servizio è comunque aperto alle famiglie con figli sia adolescenti sia adulti e ai loro caregiver. Troppo spesso, infatti, i tabù e i pregiudizi legati all'affettività vengono trasmessi involontariamente all'interno delle stesse famiglie. Per questo motivo, l'obiettivo è definire una cornice adeguata per costruire percorsi individuali, personalizzati e mirati sui bisogni specifici di ciascun destinatario. Come funziona: lo sportello e le attività sul territorio Il progetto si svilupperà attraverso una stretta sinergia tra i servizi comunali e sanitari. Il percorso inizierà in maniera informativa: gli assistenti sociali del Comune offriranno informazioni e indirizzeranno le famiglie verso lo spazio di ascolto dedicato al Consultorio familiare di via Baracca. All'interno di questa cornice protetta, le persone con disabilità e i loro caregiver saranno supportati in diverse aree cruciali per la crescita personale: la cura e la gestione autonoma di sé; la gestione delle emozioni e delle relazioni interpersonali; l'esercizio del consenso e il rinforzo degli aspetti relazionali, lavorando in stretta collaborazione con gli operatori di riferimento dei soggetti coinvolti. Inoltre, per assicurare la massima inclusione e comprensione dei contenuti, i due enti collaboreranno attivamente alla produzione e divulgazione di materiali informativi accessibili redatti in comunicazione aumentativa e alternativa (CAA). La convenzione avrà una durata di due anni e tutti gli interventi saranno svolti dagli operatori dei due Enti (gli assistenti sociali e il personale dell'Area Socio Sanitaria del Comune insieme a medici e specialisti del Consultorio Asl) nell’ambito delle loro normali attività istituzionali. L'intero progetto viene realizzato senza alcun onere economico per le casse pubbliche e in modo totalmente gratuito per le famiglie e l'utenza.
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