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CINQUE CITTÀ PER MORRICONE - 6 LUGLIO AL TEATRO MASSIMO DI PALERMO. -di Valeria Patera
CINQUE CITTÀ PER MORRICONE - 6 LUGLIO AL TEATRO MASSIMO DI PALERMOENNIO MORRICONE: Selezione di colonne sonore e suite sinfonicheOrchestra del Teatro MassimoDirettore: Alberto ManiaciIn collaborazione con: Fondazione Ennio MorriconeProgetto: "Cinque città per Morricone"Palermo, Teatro Massimo 6 Luglio 2026 Palermo risuona per Ennio Morricone: il Teatro Massimo partecipa all'omaggio nazionale Nel sesto anniversario della scomparsa di Ennio Morricone, il Teatro Massimo di Palermo si fa interprete di un tributo vibrante e diffuso, unendosi alle celebrazioni nazionali in stretta collaborazione con la Fondazione Morricone. L'istituzione romana, guidata dalla famiglia del compositore, persegue da anni l'obiettivo di catalogare, valorizzare e trasmettere alle nuove generazioni non solo lo sterminato catalogo di colonne sonore del Premio Oscar, ma anche la sua preziosa produzione "assoluta" e contemporanea. Questo legame istituzionale conferisce all'evento palermitano un valore filologico e civile che va ben oltre la semplice serata di gala.Sotto la direzione del Maestro Alberto Maniaci, l'Orchestra del Teatro Massimo ha affrontato un programma monumentale che ripercorre le tappe fondamentali del cinema internazionale e la profonda connessione emotiva che Morricone ha saputo stabilire con la Sicilia.L'impatto di questa scaletta sul pubblico ha assunto la forma di un vero e proprio percorso proustiano: ogni film evocato e il suo specifico ambiente musicale hanno agito come una straordinaria madeleine acustica, capace di richiamare alla mente un'epoca storico-biografica ben precisa. Attraverso le note del Maestro, ciascuno spettatore ha potuto ritrovare una parte di sé, un frammento del proprio vissuto: amori e disamori, vecchi ricordi, dolori antichi e gioie dimenticate si sono intrecciati indissolubilmente alle immagini proiettate nella memoria.Il viaggio sinfonico si è snodato attraverso partiture di destabilizzante potenza drammatica — come i ritmi grotteschi di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri e le ampie campiture liriche della suite di C'era una volta in America di Sergio Leone — fino a toccare il misticismo universale di Gabriel’s Oboe (da The Mission). Un rilievo speciale è stato logicamente riservato al sodalizio fraterno con Giuseppe Tornatore: le esecuzioni delle musiche di Baarìa, Malèna, La leggenda del pianista sull'oceano e l'immancabile Nuovo Cinema Paradiso hanno restituito al pubblico quel legame indissolubile tra la terra siciliana e la tavolozza emotiva del compositore.L'appuntamento della Sala Grande non è un caso isolato, ma si inserisce nel progetto d'ampio respiro “Cinque città per Morricone”, una rete che unisce idealmente Palermo ad Ancona, Bari, Torino e Roma. Questo sforzo corale e interconnesso funge da vero e proprio trampolino di lancio verso il 2028, anno che il Parlamento italiano ha già ufficialmente designato come "anno morriconiano" per celebrare il centenario della nascita del compositore.La vera cifra stilistica dell'iniziativa palermitana risiede però nella sua vocazione democratica e inclusiva. Dopo la replica prevista in Sala Grande, il progetto sposterà la propria latitudine per approdare alla Fattoria sociale di Danisinni. Portare le complesse architetture sonore di Morricone in un contesto di rigenerazione urbana e sociale incarna perfettamente lo spirito più autentico del "Massimo per la città": dimostrare che la grande musica non è un privilegio da dotti, ma un bene comune capace di curare le ferite del territorio e seminare bellezza dove c’era marginalità. Valeria Patera
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