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Benedetto da Norcia entra nel cuore delle istituzioni Ue: il Parlamento europeo dedica una sala al patrono d'Europa

09/07/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹 😊
La notizia arriva mentre qui a Strasburgo è in corso, da lunedì, la riunione plenaria del Parlamento europeo. Il taoiseach Micheál Martin ha da poco illustrato le linee guida del semestre di presidenza irlandese del Consiglio dell’Unione europea, iniziato il primo luglio e nell’emiciclo del Parlamento europeo, da tre giorni, si susseguono dibattiti, confronti e votazioni: dal futuro della competitività industriale alla nuova sfida agricola, dai diritti dei passeggeri aerei alle prospettive di allargamento dell’Unione verso Paesi come Ucraina, Moldavia e Serbia. Ma proprio mentre l’Europa discute del proprio futuro, viene ufficializzata una decisione che guarda alle sue radici. Il Parlamento europeo dedicherà infatti una sala della sede di Strasburgo a Benedetto da Norcia, il monaco umbro considerato uno dei padri spirituali e culturali del continente e proclamato patrono principale d’Europa da Papa Paolo VI il 24 ottobre 1964. L’annuncio lo fanno gli eurodeputati italiani del gruppo dei Conservatori e riformisti europei (Ecr). L’inaugurazione ufficiale dovrebbe svolgersi in autunno, durante una delle prossime sessioni plenarie del Parlamento europeo. Alla cerimonia potrebbero essere invitati anche i rappresentanti istituzionali dei luoghi simbolo della vita del santo: Norcia, città natale di Benedetto, Subiaco, dove maturò la sua esperienza spirituale e nacquero le prime comunità monastiche da lui fondate e Cassino, dove sorse la grande abbazia che sarebbe diventata uno dei fari della cultura europea e della conservazione del sapere antico. Tra gli invitati potrebbero esserci, quindi, i sindaci Giuliano Boccanera (Norcia), Felice Rapo (Subiaco) ed Enzo Salera (Cassino), oltre ai presidenti delle Regioni Umbria, Stefania Proietti, e Lazio, Francesco Rocca. “Si tratta di un riconoscimento atteso da tempo”, dichiara l’europarlamentare umbro Marco Squarta. “Per anni - spiega in una nota - ogni riferimento al cristianesimo è stato tenuto fuori dagli spazi di questo Parlamento, come se le radici storiche e culturali dell’Europa non fossero alla base anche dei valori che esso stesso rappresenta. Oggi quella scelta viene in parte corretta, e lo si fa dedicando uno spazio a una delle figure che più ha contribuito a costruire l’identità del nostro continente”. La sala individuata è una delle sale riunioni dell’edificio principale del Parlamento europeo, lo stesso complesso che ospita anche l’emiciclo dove si riuniscono gli eurodeputati. Ha una capienza di circa 200 persone e dovrebbe assumere ufficialmente il nome di “Sala Benedetto da Norcia”. Probabilmente senza l’indicazione “San”, una scelta in linea con la consuetudine laica delle istituzioni europee, ma con un riferimento che richiama comunque una delle figure più significative nella costruzione dell’identità europea. “E’ una richiesta che risale a quattro anni fa - ci spiega Antonella Sberna, vicepresidente del Parlamento europeo, che incontriamo durante una pausa dei lavori alla buvette dell’Eurocamera - e di cui si fece promotore, come primo firmatario, Nicola Procaccini”. Un riconoscimento che, sottolinea Sberna, assume un significato particolare proprio perché non frequente: “L’intitolazione di una sala o di un luogo istituzionale europeo riguarda solitamente figure che hanno avuto un legame diretto con la nascita dell’Unione europea o con la sua attività parlamentare. Il fatto che oggi venga riconosciuto questo spazio a Benedetto da Norcia significa riconoscere il contributo che ha dato alla formazione dei valori europei”. “In questo Parlamento e in quello di Bruxelles ci sono - ricorda invece il co-presidente del gruppo Ecr Nicola Procaccini -, sale e corridoi intitolate a tanti padri fondatori. Mancava un luogo intitolato al patrono d’Europa, colui che grazie alle abbazie benedettine in tutta Europa ha difeso e mantenuta viva la cultura occidentale”. Un contributo nato molti secoli prima dei trattati e delle istituzioni comunitarie. Benedetto, nato a Norcia intorno al 480, attraverso la sua Regola e quello spirito poi riassunto nella celebre formula dell’ora et labora, preghiera e lavoro, diede vita a un modello di comunità fondato su equilibrio, responsabilità, dialogo, rispetto della persona e valorizzazione della conoscenza. I monasteri benedettini, nel corso del Medioevo, diventarono luoghi di conservazione dei testi antichi, diffusione della cultura, accoglienza e incontro tra popoli diversi. Una rete di abbazie che contribuì a mantenere vivo il patrimonio culturale europeo in una fase decisiva della storia del continente. “Benedetto rappresenta valori che sono alla base anche dell’Europa contemporanea - aggiunge Sberna -: la centralità della persona, il dialogo tra culture, la costruzione della comunità, la capacità di mettere insieme popoli diversi. Valori che oggi assumono un significato ancora più forte anche nel confronto interreligioso”. Una decisione che arriva proprio nei giorni che anticipano la ricorrenza dell’11 luglio, quando la Chiesa
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