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Verso il nuovo Pgt: a Varese zero consumo di suolo
Corre veloce il nuovo Pgt del Comune di Varese: giornata intensa, ieri, con l’approvazione del documento da parte della giunta Galimberti e la presentazione pomeridiana alla Commissione Urbanistica presieduta da Domenico Marasciulo. Incontro estivo online, non in sede fisica, con l’assessore alla partita Andrea Civati che ha sfidato la calura elencando i punti salienti del Documento di piano e del Piano delle regole, lasciando per domani il terzo e ultimo corpus, il Piano dei servizi, per completare il quadro e aprire poi alle domande tecniche e politiche anche negli incontri di lunedì, martedì e mercoledì. Accanto a lui, il dirigente comunale Gianluca Gardelli. Difficile riassumere oltre due ore fitte utilizzate per tracciare i punti salienti del disegno complessivo della città nella visione del Pd, ma quello che più colpisce è il no totale a nuove costruzioni su suolo vergine: dimentichiamoci la classica palazzina che nasce dal nulla al posto di un prato. «Viene del tutto eliminato il concetto classico dell’edificazione ex novo su suolo libero - ha sottolineato in conclusione Civati -. Si punta alla riqualificazione, con incentivi importanti a chi interviene sulle aree dismesse in tempi brevi. L’obiettivo primario di questo Piano è la tutela del suolo». Normativa e visione Uno dei meccanismi più innovativi sta proprio nelle procedure di accelerazione del recupero che scoraggiano l’attesa infinita davanti a zone degradate: «Chi le recupererà nei primi sei mesi dopo l’entrata in vigore del Pgt avrà un più 20% di volumetria e i vantaggi saranno inferiori col passare del tempo fino ad azzerarsi dopo il settimo anno - ancora Civati -. Questo avrà un impatto determinante sulla vivibilità dei quartieri ed eviteremo il contagio del degrado». Una visione ispirata, che ritorna nei vari passaggi illustrati come un’ossatura che sostiene ogni scelta, ogni punto. «Portiamo a termine un lavoro iniziato il 27 febbraio del 2024 e dobbiamo dire grazie ai responsabili comunali, prima di tutto al dirigente Gardelli, ma anche al Politecnico, all’Università dell’Insubria, alle associazioni di categoria, ai consigli di quartiere, alle parrocchie, col rischio di dimenticare qualcuno - ha premesso l’assessore -. Siamo davanti a un Pgt estremamente partecipato, che ha recepito consigli e indicazioni. La scelta radicale riguarda lo sviluppo della città tramite la rigenerazione urbana in dieci Ambiti di trasformazione, di grande volumetria: il comparto Stazioni, via Monte Santo, via Bainsizza, l’ex Conciaria Ghiringhelli e Valle Olona. Altri ambiti più ridotti sono via Gasparotto-Borri, l’ex Enel in viale Aguggiari, via Daverio e le scuderie di via Albani. E poi ci sono aree ai margini dell’urbano come le Serre di Capolago, o di carattere produttivo come via Per Schianno e via Ca’ Bassa». La perequazione resta fondamentale: «I diritti già in essere vengono preservati ma ci saranno incentivi per progetti ad elevata inclusività, altra norma dirompente, premiando chi partecipa a concorsi e convenzioni per la città sociale». Più alberi che cemento Altro parametro per le aree di trasformazione, la densità arborea, la piantumazione di alberi in relazione alla volumetria. L’altezza delle costruzioni sarà espressa non solo in metri ma in piani per evitare “giochetti”. Capitolo rigenerazione, meno rigida rispetto alla trasformazione: qui si indicano 10 vaste aree cittadine, stazioni-viale Belforte, via Sanvito-Crispi, ippodromo, Valle Olona, Masnago-Avigno, viale Borri (Insubria), Schiranna, Campo dei Fiori, San Fermo e il Colle di Biumo. «Questo viene indicato come elemento strategico di un progetto turistico-culturale, non solo alle Ville Ponti ma anche a Villa Panza e nelle dimore storiche». No all’ampliamento di Iper in Valle Olona per ragioni di sicurezza idraulica. Confermato il recupero dell’ex Macello, piazza Repubblica, via Como. La Rete verde-blu, dal centro storico ai rioni, consentirà interventi per strade verdi e bacini anti-alluvione, con piazze fresche contro i danni da calore. La mobilità tutelerà pedoni, ciclisti e fasce deboli. «Salto copernicano - dice Civati - nel concetto di paesaggio, con tutele specifiche in base alle zone». Sul Piano delle regole, ci sarà un testo unico che unisce i tre strumenti per consentire una lettura facilitata. Tre le macroaree: recupero edilizio (senza demolizione), trasformazione (con demolizione) e interventi, sempre salvando o cambiando l’esistente e tutelando gli edifici storici, ma con più flessibilità nel cambio di destinazione per favorire anche l’economia e gli investimenti. Importanti gli incentivi a vari livelli, verso progetti con rilevanza insediativa, paesaggistica e sociale. Il bonus agisce sulle volumetrie e sui costi edificatori, con sconti fino al 100% per residenze per giovani coppie, anziani, forze dell’ordine o studenti fuori sede. «Alcuni settori come il trasporto pubblico non hanno personale perché i candidati fanno fatica a trovare una casa e così diamo una risposta con
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