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Il medico che quasi 40 anni fa vinse alla Ruota della Fortuna di Mike: «Mi piacerebbe tornarci e giocare con Gerry Scotti»

02/09/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹 😊
Un quiz che continua a macinare record di ascolti e di apprezzamenti con una formula che risale a quasi 40 anni. Parliamo della Ruota della Fortuna che venne portata per la prima volta in Italia da Mike Bongiorno e che oggi è stata ripresa da Gerry Scotti. Pur ammodernata nella sua grafica e nelle sue regole, l’impianto base è lo stesso. E diverte ancora milioni di italiani. Ma c’è chi alla Ruota c’è andato nella sua “prima versione”, ne è stato campione per due sere e si è portato a casa un bel gruzzoletto. Oltre ad un legame con il grande Mike. E’ Daniele Pelissero, oggi stimato chirurgo e medico di base, anche consigliere comunale di Asti. Pelissero a Canale 5 partecipò alla Ruota della Fortuna nel 1989. Quanti anni aveva allora, cosa faceva e come arrivò al quiz? Avevo 24 anni, appena finito il servizio militare ed ero studente di Chirurgia a Pavia. Guardavo il quiz in tv, mi piaceva e risolvevo spesso il gioco, così chiesi di partecipare e due giorni dopo venni chiamato negli studi di Canale 5 allora affittati in via Piemonte a Milano. E andò bene, vero? Eh sì. Partecipai a tre puntate e ne vinsi due, per un totale di 32 milioni di lire in gettoni d’oro. E ci diedero proprio i gettoncini in oro con lo stemma di Canale 5 impresso sopra. Uno lo tenni per ricordo, gli altri li cambiai e investii il ricavato. All’epoca, chi vinceva la puntata, doveva risolvere un tabellone finale e in palio c’erano premi offerti dagli sponsor. Per poco non vinsi anche la crociera sulla frase che ricordo ancora oggi. Tema: il leone della savana. Soluzione “Sbadiglia pigro sotto un baobab”. Cosa ricorda di quella esperienza? Ho ricordi molto belli, soprattutto di un mondo così diverso da quello in cui normalmente vive la maggioranza delle persone. Sembra di essere in una bolla. Mike era un personaggio straordinario anche con noi concorrenti e molto gentile con noi fu anche la valletta di allora, Paola Barale. Quanto rimase negli studi? Due giorni, perché si registravano tre puntate al giorno. Quindi fra una e l’altra bisognava cambiarsi di abito e non avevamo tanto tempo per riposarci. Le differenze con il quiz di oggi? Non tantissime, ma ci sono. Si poteva chiedere una sola vocale alla volta, le caselle erano girate a mano dalla valletta, gli spicchi erano tutti grandi uguali, non c’era la band in studio e pochissimo pubblico. Niente accompagnatori? Nessun accompagnatore anche se io ho fatto eccezione. Quando Mike ha saputo che mio padre Giuseppe era un allevatore di alani, mi ha chiesto al secondo giorno di registrazione di portarli in studio. E così abbiamo fatto e mio padre potè assistere alla mia partita fra il pubblico. Unica sua partecipazione in tv? No, sempre con Mike e sempre con gli alani avevo partecipato l’anno prima al quiz Bis, con Susanna Messaggio come valletta e avevo vinto una lavatrice. Poi partecipai ancora a Telemike portando i cani in una puntata che parlava, appunto di quanti italiani ne avessero uno in casa. Le piacerebbe tornare alla Ruota nella nuova versione? Sì, molto. Anche perché continuo a guardarla e ad indovinare le frasi da casa. Non voglio sembrare superbo, ma quando partecipai io le frasi si indovinavano con pochissime lettere.
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