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Il pane quotidiano della Parola • 31 luglio 2026
Lo stupore, questo sconosciuto o quasi.
Siamo proprio noi, popolo del Signore, concittadini del falegname figlio di Maria, a non saperci più stupire per le parole di grazia che escono dalla sua bocca e dal suo cuore. Così abituati a sentire le parole del vangelo da passarci sopra velocemente pensando: «Ah, sì, lo conosco!». E ci annoiano le celebrazioni ripetitive e le letture a volte così difficili.
Chi si stupisce è il Signore che desidera incontrarci e trova un muro di gomma sul quale rimbalzano gesti e parole. Basta fermarsi un attimo per rendersi conto che i gesti delle celebrazioni ci parlano, quelle letture un po’ difficili richiedono tempo, ma sanno illuminare e le parole del Signore incontrano sempre la nostra vita, la nutrono, la svelano a noi stessi…
Stupore e riconoscenza.
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