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Il pane quotidiano della Parola • 31 maggio 2026
Mi hai parlato dello Spirito che fa nascere a vita nuova, ora maestro mi dici di essere Figlio di un Padre dall’amore sconfinato e mi fai intuire che tutti e tre siete riuniti da quel medesimo amore.
Nella notte sono di fronte a te, non ad una lavagna, piena di segni e di formule con cui dimostrare come fa tre ad essere uno e uno ad essere tre, avvinto da una parola che mi provoca e mi apre ad orizzonti nuovi. Sono giunto compiaciuto della mia sapienza, presumendo di discutere alla pari con te, hai ribaltato le mie prospettive, invitandomi a rinascere dall’alto.
Se prima, sconcertato, ho fatto domande, ora sto in silenzio ad ascoltarti per lasciarmi avvolgere da questo mistero trinitario.
Tornerò a casa più umile, convinto che seguire te vuol dire andare verso la luce della verità.
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