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Smartphone al semaforo rosso: il falso mito che costa caro a migliaia di automobilisti
Dietro la convinzione più diffusa tra gli automobilisti italiani si nasconde un errore che il Codice della Strada punisce in modo molto severo.nnnnMolti automobilisti italiani sono convinti di poter controllare lo smartphone mentre aspettano che il semaforo torni verde. Un'idea sbagliata, che la legge italiana smentisce chiaramente: il veicolo fermo al rosso è ancora in circolazione a tutti gli effetti, con conseguenze molto concrete per chi non rispetta le norme.nnnnLeggere un messaggio, cambiare una canzone o dare una rapida occhiata al telefono durante una sosta al semaforo rosso è un comportamento comune, ma tutt'altro che lecito. Secondo il Codice della Strada, l'interruzione del movimento imposta dalla segnaletica luminosa o dal traffico non interrompe la circolazione: il conducente rimane a pieno titolo alla guida e deve mantenere il controllo del veicolo in ogni istante. Il rischio non è solo di una multa: distrazioni anche brevissime possono tradursi in mancate ripartenze, mancati avvistamenti di pedoni o ciclisti e tamponamenti.nnnnLa distinzione giuridica tra arresto, fermata e sostannnnIl punto di svolta normativo è arrivato con l'ordinanza n. 23331 del 2020 della Corte di Cassazione, che ha chiarito senza ambiguità come la pausa al semaforo rosso costituisca una fase della marcia e non una forma di sosta vera e propria. Il conducente è tenuto a restare pronto a riprendere la guida nel momento in cui la segnalazione cambia.nnnnIl Codice della Strada distingue con precisione tre situazioni diverse. L'arresto corrisponde a un'interruzione temporanea imposta dalle condizioni della circolazione, come una coda o un semaforo. La fermata prevede una breve pausa volontaria. La sosta, infine, implica la possibilità di abbandonare il veicolo. È proprio questa classificazione giuridica a stabilire che, in caso di arresto, il conducente non può abbassare l'attenzione né allontanare le mani dal volante, neanche per pochi secondi.nnnnSemaforo rosso - mondo-motori.irnnnnLe sanzioni del nuovo Codice della StradannnnCon le modifiche introdotte dal nuovo Codice della Strada, le conseguenze per l'uso del cellulare alla guida sono diventate più severe. Per una prima violazione si rischiano una sanzione amministrativa da 250 a 1.000 euro, la decurtazione di cinque punti dalla patente e la sospensione della stessa da 15 giorni a due mesi.nnnnIn caso di recidiva entro due anni, la multa sale tra 350 e 1.400 euro e la sospensione può arrivare fino a tre mesi. Il divieto copre qualsiasi dispositivo elettronico che imponga al guidatore di togliere anche temporaneamente una mano dal volante o di spostare l'attenzione dalla strada: smartphone, tablet, notebook e apparecchi analoghi. Restano invece permessi i sistemi vivavoce e gli auricolari, a condizione che non compromettano il controllo del veicolo.nnnnI rischi reali per la sicurezza stradalennnnAl di là delle sanzioni, il divieto nasce da motivazioni concrete legate alla sicurezza stradale. Studi specifici dimostrano che l'utilizzo dello smartphone riduce in modo drastico i tempi di reazione, anche quando il veicolo procede a bassa velocità o è momentaneamente fermo. Durante l'attesa al rosso il guidatore deve monitorare costantemente ciò che accade intorno: il cambio del semaforo, l'attraversamento improvviso di un pedone, il sopraggiungere di un mezzo di emergenza o i movimenti degli altri utenti della strada.nnnnAbbassare lo sguardo sullo schermo significa perdere secondi preziosi nel momento più critico, quello in cui il traffico riprende. La soluzione più efficace per evitare sanzioni e situazioni di pericolo resta sempre la stessa: tenere lo smartphone lontano finché il motore è acceso e il veicolo fa parte del flusso di circolazione, indipendentemente dal fatto che l'auto sia in movimento o ferma al semaforo.
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