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Le suore di Narni dopo l’appello della diocesi: "Noi andiamo avanti serene"
Sono le 14. Loro a quell'ora sono quasi tutte raccolte in una stanza a destra del cancello d'ingresso dell'ex Minareto. Giovanissime. Di diverse nazionalità. Seguono con attenzione la lezione tenuta da suor Maria Veronica, di origini statunitensi, che - in italiano - guida uno dei momenti di formazione che fanno parte del lungo periodo di “prova” e conoscenza interiore a cui sono tenute a partecipare le novizie. Ci accolgono con occhi curiosi e con un grande sorriso. Nella diocesi di Terni-Narni-Amelia sono le uniche presenti, lo sono anche a livello regionale in realtà. Le religiose della comunità appartenente alla congregazione le Suore Consolatrici del Sacro Cuore di Gesù, finite nel ciclone scatenato dallo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, non sembrano turbate. Anzi. Prima chiedono autorizzazione a parlarci telefonando alla Madre superiora, che si trova a Vigne (frazione di Narni), poi ci aprono le loro porte e iniziano a raccontare la loro realtà. La domanda più spinosa è necessaria per porci subito in posizione di massima trasparenza. Che effetto ha avuto la scomunica della Santa Sede? “Noi andiamo avanti, nell’amore di Dio”. A parlare a nome di tutte è suor Maria Caterina, responsabile per gli Stati Uniti e a Narni solo per un mesetto. “Ci sono molte novizie, altre in questo momento stanno dormendo. Siamo oltre settanta, in tutto”, più o meno. [articlepreview id="456535" link="https://www.corrieredellumbria.it/news/attualita/456535/rischio-scomunica-e-matrimoni-invalidi-lo-scisma-tocca-la-diocesi.html"] Anche loro hanno partecipato nei giorni scorsi alla cerimonia per le ordinazioni dei quattro vescovi a Écone, in Svizzera, che ha portato allo scisma lefebvriano. Celebrazioni, che sono state portate avanti nonostante l’indicazione del Papa a fermarsi e che hanno costretto la Santa Sede ad emettere il decreto di scomunica. “Noi qui formiamo le novizie, c’è un periodo che dura circa tre anni, durante il quale è necessario stare quasi in isolamento. Un periodo di ‘silenzio’. In questa fase - spiega suor Maria Veronica, che è responsabile del noviziato di San Giuseppe di Narni - non ci sono contatti con l’esterno, non c’è attività di apostolato”. Le ragazze, appunto giovanissime, “vengono formate e indirizzate, noi siamo guidate dall’amore di Dio e dall’amore per il Sacro Cuore di Gesù”. L’ex Minareto - per anni albergo-ristorante e poi in abbandono - è stato acquistato dalla congregazione anni fa. “L’ultimo proprietario - ricorda suor Maria Caterina - desiderava che la struttura tornasse ad avere la funzione per la quale era stata costruita, è cioè quella di un convento. E così è stato”. Legata al mondo lefebvriano, la congregazione delle Suore Consolatrici del Sacro Cuore di Gesù è stata fondata nel 1961 dal passionista padre Basilio Rosati ed è un istituto religioso autonomo. Dal 1996, la formazione spirituale delle religiose è affidata ai sacerdoti della Fraternità Sacerdotale San Pio X, con i quali condividono la celebrazione della liturgia secondo il rito tradizionale precedente alla riforma del Concilio Vaticano II. Il cuore della congregazione internazionale si trova proprio a Vigne di Narni dove sorge la Casa Madre, al civico 20 di via Flaminia Vecchia. Qui le religiose vivono la loro vita comunitaria e gestiscono anche una struttura dedicata all'assistenza degli anziani. Negli ultimi anni, però, l'aumento delle vocazioni ha reso necessario ampliare gli spazi destinati alla formazione. Per questo, nel 2021, è stato acquistato e restaurato l'ex convento dei Cappuccini di via Cappuccini Nuovi (Minareto), trasformato nel Noviziato San Giuseppe, oggi punto di riferimento internazionale per la formazione delle nuove religiose. Secondo i dati diffusi dalla congregazione, negli ultimi anni sono arrivate a Narni decine e decine di giovani provenienti da numerosi Paesi del mondo, tra cui Stati Uniti, India, Francia e altri stati europei, fino ad arrivare oggi a oltre 70 novizie. Una crescita tale da rendere necessario anche l'avvio della costruzione di una nuova chiesa a Vigne, insieme a nuovi spazi destinati alla comunità e alle ragazze. Le giornate delle religiose sono scandite dalla preghiera, dalla Santa Messa celebrata secondo il rito tradizionale, dallo studio e dalla formazione spirituale. Accanto a questi momenti trovano spazio il lavoro manuale, il cucito, il ricamo, la pittura, la manutenzione degli edifici e del verde, il catechismo, l'assistenza agli anziani e la visita alle persone sole e bisognose. Nei mesi scorsi alcune immagini che ritraevano le giovani novizie impegnate personalmente nel taglio degli alberi e nella cura del parco del convento avevano suscitato curiosità anche fuori dall'ambiente ecclesiale. Una presenza che negli anni ha fatto di Narni uno dei principali poli internazionali della congregazione e che oggi torna inevitabilmente al centro dell'attenzione dopo gli ultimi sviluppi che hanno interessato la Fraternità San Pio X. Giovedì scorso, l'amministratore dio
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