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Essere uomini e donne è una cosa meravigliosa

04/06/2026 · Article 🕐 🆕 😊
Questo contributo propone alcune sottolineature all’interno della grande ricchezza di stimoli offerta dall’enciclica Magnifica humanitas, proponendo alcune chiavi per un primo approccio. Per una presentazione sintetica della struttura e dei contenuti si rimanda alla guida alla lettura del nostro direttore Giuseppe Riggio «Dall'IA alla custodia della persona: l'itinerario di Magnifica humanitas di Leone XIV» e alla Sintesi predisposta dal Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, disponibile in www.humandevelopment.va. Ulteriori approfondimenti sui temi trattati dall’enciclica saranno pubblicati sul sito e sulle pagine della Rivista.   Fin dalle parole iniziali, l’enciclica Magnifica humanitas (in breve, MH), la prima di papa Leone XIV, firmata il 15 maggio 2026 e resa nota il successivo 25 maggio, prende una posizione molto decisa: “essere uomini e donne è una cosa meravigliosa” (così potremmo tradurre, in linguaggio corrente, il suo titolo latino). A prima vista potrebbe sembrare una banalità autoconsolatoria a buon mercato. Smette di esserlo quando ci rendiamo conto che questa affermazione vale per tutti, anzi per “tutti, tutti, tutti”, come avrebbe detto papa Francesco, nel solco del cui insegnamento l’enciclica chiaramente si pone, come già l’esortazione apostolica Dilexi te, pubblicata da Leone XIV il 9 ottobre 2025.  Nel nostro mondo, infatti, ammirazione e meraviglia sono riservati a una ristretta cerchia di uomini e donne, capaci di imporsi all’attenzione dell’opinione pubblica per i risultati raggiunti, o, più spesso, per la ricchezza e il potere accumulato. I loro volti riempiono giornali e Internet e le loro parole inondano media vecchi e nuovi. Ben altro destino è riservato ai miliardi di persone comuni, la cui esistenza non è affatto considerata magnifica. Anzi, per la mentalità tecnocratica dominante, sono considerate manipolabili a piacere e sacrificabili sull’altare della massimizzazione del profitto. Addirittura, denuncia con forza l’enciclica, «Alcune correnti postumaniste arrivano persino a ipotizzare esseri umani “di seconda classe”, funzionali agli interessi di élite che si percepiscono superiori: una prospettiva inquietante, tanto più grave se si combina con strumenti tecnologici che ampliano in modo esponenziale il potere di controllo e di selezione» (MH, n. 172). Nel nostro mondo, poi, oggetto di una meraviglia ancora più grande sono le nuove tecnologie, in particolare quelle legate all’intelligenza artificiale (IA): alcuni dei suoi sostenitori ne preconizzano progressi crescenti, fino a rappresentare un nuovo stadio evolutivo che renderà obsoleta la specie umana. Al discernimento delle trasformazioni prodotte dall’avvento dell’IA l’enciclica dedica l’intero capitolo III e vari passaggi negli altri: è l’IA la prima delle res novae del nostro tempo (cfr MH, n. 4), che «impongono alla nostra coscienza domande decisive, che non possono più essere eluse» (MH, n. 6): desideriamo un futuro di crescente disumanizzazione o vogliamo edificare insieme un mondo in cui ci sia spazio per tutti, «trasformando la diversità in una risorsa e facendo dell’ascolto e del dialogo il terreno comune su cui far crescere giustizia e fraternità» (MH, n. 10)?    La dignità della persona come misura del progresso È in questo contesto che Leone XIV avverte l’urgenza di ribadire il tradizionalissimo insegnamento della Chiesa sulla dignità inalienabile e infinita di ogni essere umano, creato a immagine somiglianza di Dio: essa «non dipende dalle capacità che possiede, dalle ricchezze o dal ruolo che ricopre, dalle scelte giuste o sbagliate che compie, ma è un dono che la precede e la eccede, posto da Dio come espressione del suo amore che non viene mai meno» (MH, n. 50). In particolare, l’enciclica approfondisce la rilevanza decisiva della dignità di ogni essere umano come criterio per il discernimento delle trasformazioni tecnologiche, economiche e sociali in atto, a partire da quella ideologia «particolarmente insidiosa» (MH, n. 51) che attribuisce maggior valore a coloro che sono più efficienti e performanti. È la dignità di ogni essere umano la misura autentica della bontà di qualunque sviluppo tecnologico. In questo modo MH prosegue l’attuazione, nelle circostanze del nostro tempo, di quella “svolta antropologica” che il concilio Vaticano II, e in particolare la costituzione pastorale Gaudium et spes, di cui a dicembre 2025 è stato celebrato il sessantesimo anniversario2, hanno impresso al rapporto della Chiesa con il mondo e in particolare alla dottrina sociale: «la persona umana rimane sempre “la via della Chiesa” e il cuore di ogni autentico cammino di sviluppo umano integrale» (MH, n. 50). Di questa svolta MH esprime con forza il fondamento cristologico:
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