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Vacanze attive e sostenibili

24/07/2026 · Article 🕐 🆕 🇮🇹 😊
Le vacanze estive sono tradizionalmente associate al relax, ma negli ultimi anni cresce il numero di persone che sceglie di viverle in modo attivo, privilegiando esperienze a contatto con la natura, itinerari a piedi o in bicicletta e attività sportive capaci di coniugare benessere e rispetto dell'ambiente. Un cambiamento che riflette una maggiore attenzione verso forme di turismo più sostenibili e responsabili. Anche l'Università di Verona guarda a queste trasformazioni attraverso la propria offerta formativa. Nell'ambito dell'area di Economia e Management, il corso di laurea magistrale in Management delle attività sportive innovative e sostenibili, con sede a Vicenza, forma professioniste e professionisti in grado di progettare e gestire eventi, impianti e destinazioni sportive con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica. Ne abbiamo parlato con Barbara Gaudenzi, presidente del Collegio didattico del corso di laurea magistrale, per capire come lo sport possa diventare uno strumento di valorizzazione del territorio e quali accorgimenti adottare per vivere vacanze più sostenibili.   Negli ultimi anni il turismo sportivo è in forte crescita. Quali opportunità offre ai territori che scelgono di investire in questo settore? Il turismo sportivo offre ai territori un’opportunità di sviluppo economico, reputazionale e sociale perché intercetta una domanda turistica in forte crescita. A livello globale, il turismo sportivo è un asse rilevante, pari a circa il 10% della spesa turistica mondiale, con prospettive di crescita molto elevate nel periodo 2023-2030 (dati Un Turism).  Dal punto di vista manageriale, l’investimento nel turismo sportivo consente di conseguire diversi risultati strategici. Il primo è la destagionalizzazione: eventi legati a trail, gare ciclistiche, cammini, ritiri sportivi e attività outdoor possono attrarre visitatori anche fuori dai picchi estivi o invernali. Inoltre, il turismo sportivo favorisce la valorizzazione delle aree turistiche meno note e periferiche, perché molte pratiche sportive richiedono spazi naturalistici distanti dalle aree urbane. Non da ultimo, il turismo sportivo supporta la costruzione di filiere locali e un indotto diffuso per strutture ricettive, ristorazione, produttori agroalimentari, trasporti locali e servizi digitali, guide e istruttori, che possono essere integrati in pacchetti territoriali. Esso inoltre permette di consolidare un posizionamento competitivo della destinazione turistica: identificabile non solo come “luogo”, ma con uno stile di vita attivo, salutare e sostenibile.  Il caso italiano è particolarmente significativo: nel 2024 l’Italia ha registrato 466,2 milioni di presenze turistiche, in crescita del 4,2%, risultando seconda nell’Ue per presenze dopo la Spagna; la componente straniera è cresciuta dell’8,4%. Inoltre, secondo il rapporto sul cicloturismo 2025 rilanciato da Sport e salute, nel 2024 lo sport ha motivato oltre un turista su quattro a scegliere l’Italia ed è risultato la quinta motivazione di viaggio dopo cultura, bellezze naturali, relax e rapporto qualità-prezzo. Questo dato conferma che il turismo sportivo non è più una nicchia, ma una componente strutturale dell’offerta turistica contemporanea. Sempre più persone cercano esperienze nella natura. Come si può conciliare questa tendenza con la tutela degli ecosistemi e la necessità di preservare i luoghi più fragili? La crescente domanda di esperienze nella natura va interpretata come una risorsa e anche come una responsabilità gestionale. Secondo i dati della Commissione europea, nella scelta della destinazione i cittadini europei attribuiscono peso alla cultura per il 44%, all’ambiente naturale per il 43% e al prezzo complessivo del viaggio per il 43%; inoltre l’82% dei cittadini UE dichiara di essere disposto a modificare alcune abitudini per sostenere un turismo più sostenibile. Questo significa che la natura è ormai un fattore competitivo primario, ma la sua attrattività dipende dalla capacità di preservarne l’integrità. La conciliazione tra fruizione turistica e tutela ambientale richiede un'evoluzione strategica dal semplice marketing territoriale al destination management. In prospettiva manageriale, la sostenibilità va quindi trattata come criterio di progettazione del prodotto turistico, non come elemento comunicativo accessorio. Wttc, Un Tourism e Sustainable Hospitality Alliance hanno ad esempio promosso il quadro “Nature positive travel & tourism” per aiutare imprese e destinazioni a integrare la biodiversità nelle decisioni operative e nelle catene di fornitura. Quali sono le buone pratiche che un turista può adottare per ridurre l'impatto ambientale delle proprie vacanze senza rinunciare allo sport e al divertimento? Il turista sportivo sostenibile è un visitatore che compie scelte più consapevoli lungo tutto il ciclo della vacanza: trasporto, soggiorno, attività, consumi, rifiuti e relazione con il territorio.
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