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HUMANᴬᴵ protagonista della XXIV Giornata della Formazione Manageriale - ASFOR - Associazione Italiana per la Formazione Manageriale
La HUMANᴬᴵ ridisegna il rapporto tra intelligenza umana, competenze e leadership: questo, in sintesi estrema, il portato della XXIV Giornata della Formazione Manageriale ASFOR, in scena il 17 e 18 giugno a Roma presso la sede di Rome Business School. Nelle due giornate di confronto, manager, docenti e rappresentanti di aziende hanno discusso di come l’AI stia trasformando competenze, metodi didattici, leadership e processi di apprendimento. >> Scopri gli interventi del 17 giugno: guarda il video>> Scopri gli interventi del 18 giugno: guarda il video Momento centrale dell’evento è stato l’intervento di Alberto Sangiovanni Vincentelli, Co-Fondatore di Cadence e Synopsys, che nel ricevere l'ASFOR Award for Excellence 2026 ha richiamato l’importanza del pensiero critico e dei fondamenti scientifici nell’uso dell’intelligenza artificiale. >> Scopri l'intervista di Marco Vergeat ad Alberto Sangiovanni Vincentelli Il titolo scelto, "HUMANᴬᴵ. Rispensare la cultura e la formazione manageriale nell'era dell'AI", racchiude la sfida delle discussioni: l’AI sta ridisegnando non solo i contenuti della formazione manageriale, ma i suoi fondamenti: linguaggi, metodi didattici, rapporto tra docente e discente, criteri di valutazione. Ad aprire i lavori, Marco Vergeat, Presidente ASFOR, e Antonio Ragusa, Dean di Rome Business School, che hanno posto la domanda che ha attraversato tutti i temi: se l’intelligenza artificiale trasforma il modo in cui le organizzazioni decidono, apprendono e si strutturano, come deve rispondere chi forma i manager di domani? «L’intelligenza artificiale sta modificando in profondità il mindset e le competenze richieste a moltissime figure professionali e al management. Nell’attuale contesto, la formazione manageriale è chiamata non solo a conferire nuove competenze e a ripensare processi e metodi formativi, ma anche ad aprire nuovi e diversi orizzonti di pensiero critico, valore e significato dell’agire umano, motivazione ad apprendere e a migliorarsi», ha commentato il presidente di ASFOR, Marco Vergeat. IL MANAGER NELL’ERA DELL’AI La sessione inaugurale ha messo al centro il profilo del manager in questa nuova era, con una tavola rotonda moderata da Elio Borgonovi, Professore Emerito dell’Università Luigi Bocconi. Hanno preso parte al dibattito Duccio Vitali, CEO di Alkemy Group; Giuseppe de Nichilo, Network Development General Manager di Toyota Motor Italia e Antonio Ragusa, Dean di Rome Business School. «È definitivamente acquisito il concetto secondo cui le imprese sono un soggetto sociale oltre che un soggetto economico. Oggi questo rapporto appare più strutturato rispetto al passato ed è fortemente influenzato dalle nuove tecnologie digitali e delle intelligenze artificiali. Infatti, le imprese sono in prima linea nel loro utilizzo che modifica sia il business model sia i rapporti di reciproca influenza con i vari stakeholder. Per esercitare un influsso positivo sulla società le imprese devono avere un approccio sperimentale, graduale e consapevole», ha concluso Borgonovi sul tema di discussione. In serata, nel giardino di Rome Business School, si è tenuto un momento di networking a cui è seguito un dialogo con Massimo Franco, giornalista e saggista italiano, che ha presentato il suo libro “Papi, dollari e guerre. Il potere dell’America in Vaticano dai tabù del passato a Leone XIV”, in conversazione con Marco Vergeat. RIPENSARE L’APPRENDIMENTO: LE TRASFORMAZIONI NECESSARIE La seconda giornata ha articolato il dibattito in due tavole rotonde. La prima, coordinata da Elisabetta Salvati, Vicepresidente ASFOR, ha esplorato gli orizzonti del cambiamento con Giorgio Colombo, Executive Vice President Human Resources e ICT di Edison; Francesco Venier, Dean for Executive Education di MIB Trieste School of Management; Lucia Melcore, HR Director Equality & Inclusion Europe di Procter & Gamble. «Dal confronto è emersa una questione cruciale: il cambiamento non ci chiede soltanto di acquisire nuove capacità, ma di ripensare i criteri attraverso i quali riconosciamo competenza, leadership e valore. In un contesto in cui diventa sempre più facile produrre analisi, contenuti e rappresentazioni convincenti della conoscenza, diventa ancora più importante distinguere ciò che supporta l’azione da ciò che la sostituisce soltanto in apparenza. Perché la competenza continua a misurarsi nella capacità di trasformare idee, decisioni e conoscenze in risultati concreti», ha affermato Elisabetta Salvati. La seconda sessione, coordinata da Massimo Scarcello, Associate Dean per la Corporate Education e Relazioni Istituzionali di Rome Business School, ha approfondito le trasformazioni concrete nei processi di apprendimento con Valentino Megale, CEO e Co-Founder di Softcare Studios; Katiuscha Gabriele, Head of Academy di FiberCop; Ruggero Cesaria, Learning Ecosystems, AI Projects & Global Planning di Stellantis. «Dal dibattito è emersa una consapevolezza condivi
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