SBLOB
www.areaonline.ch

Unia: "Canicola: ora tocca al Governo". Incontro il 5 agosto

31/07/2026 · Article 🕐 🆕 😊
Di ondata in ondata sembra di surfare, cavalcando le fiamme, in un girone dell’inferno. In questa estate rovente nell’anno del Signore 2026 siamo alla quarta allerta meteo e agosto sta bussando alle porte, promettendo di recitare la parte del demonio.   L’allerta 4 è stata diramata con riserva di difetto fino al 5 agosto e proprio mercoledì prossimo il sindacato si troverà in un faccia a faccia con il Consiglio di Stato, affinché il governo agisca immediatamente. Subito. «Il solo rimando alla buona volontà del partenariato sociale e il richiamo alle normative già esistenti non sono più sufficienti, come constatato da altri governi cantonali» spiega il segretario regionale di Unia Giangiorgio Gargantini, che con Xavier Daniel, responsabile cantonale OCST, ha richiesto l’incontro urgente con la massima autorità esecutiva dello Stato.   Nel frattempo, attendendo gli sviluppi politici per far fronte all’emergenza climatica, abbiamo seguito un funzionario sindacale di Unia nella sua attività di verifica dell'osservanza delle norme di protezione in vigore da mercoledì 29 luglio. Pavimentazione: blocco dei lavori alle 13. Edilizia: alle 14. Ce la faremo a vedere rispettate le regole, ma soprattutto i lavoratori... le persone? In generale, anticipiamo, positivo il bilancio delle ispezioni a conferma, per dirla con Gargantini, che «le norme vincolanti vengono violate con più difficoltà». Per questo vanno estese: «L'obbligatorietà è l'elemento determinante che le rende davvero efficaci. Non ci sono alternative in altre salse «come emerge dal resoconto di due giorni di controlli sindacali con poche infrazioni riscontrate. Le indicazioni della Suva sono importanti, ma presentano dei limiti, essendo applicate a discrezione dei datori di lavoro. La differenza c'è e si vede» continua il responsabile cantonale di Unia, nonché vicepresidente regionale dell’USS.     Intanto i pronto soccorso del Cantone stanno registrando accessi come non mai per colpi di calore, tutti sudano e patiscono anche senza necessariamente lavorare all’esterno, tanto che al sindacato fioccano denunce di casi critici da affiliati, ma anche da cittadini preoccupati e indignati. Le segnalazioni toccano vari settori professionali, perché le lingue di fuoco arrivano fin dove il fresco non è più forte a respingerle.   È così, attesta il nostro interlocutore: «Lo abbiamo scritto nero su bianco al governo». Citiamo papale papale dalla lettera firmata da Gargantini e Daniel: “Siamo molto preoccupati per la situazione createsi in molte realtà professionali a causa delle forti e prolungate ondate di canicola. Che si parli di lavori all’esterno, spesso direttamente sotto il sole cocente e senza possibilità di ripararsi, o all’interno in strutture non sufficientemente climatizzate, quando per nulla, le condizioni di lavoro sono spesso inaccettabili e pericolose per la salute di lavoratrici e lavoratori”.   Mercoledì prossimo ci si attende, dunque, il... minimo sindacale, che coincide con «una presa di coscienza politica» dopo l’incontro deludente dello scorso 14 luglio con l’Ufficio dell’Ispettorato, dove si era scaricata la responsabilità dei necessari accorgimenti nell'organizzazione del lavoro al partenariato sociale. Sul tavolo la rivendicazione sarà chiara: introduzione di regole cantonali vincolanti per proteggere lavoratrici e lavoratori dal caldo estremo, non solo nei cantieri ma in tutti i rami esposti.   Si pretende dal Consiglio di Stato, al quale – ripete il sindacato – spetta la responsabilità, l'assunzione di un ruolo attivo, da protagonista in questo momento che sta piegando il mondo del lavoro. Non si tratta di fare voli pindarici o di richieste fuori misura, ma di seguire l'esempio di chi in Svizzera ha deciso di agire e intervenire con «posizioni importanti e coraggiose come quelle prese dalle autorità ginevrine e vallesane». Le stesse, continua Gargantini, che nell’incontro di due settimane con l'Ispettorato del lavoro ticinese «erano state, con nostro stupore e delusione, escluse a prescindere e definite “impossibili da prendere su un piano cantonale”».   Per Gargantini, ciò che «è stato possibile in due cantoni del paese, deve esserlo anche da noi».   No alla politica dello struzzo, per cui ci si aspetta anche l’avvio di una discussione con una visione a lungo termine. Occorre «pianificare un percorso che permetta di preparare in modo efficace le prossime ondate canicolari, che sicuramente contradd
Leggi l'articolo su www.areaonline.ch
Pagina non trovata - SBLOB.IT
SBLOB

404

Pagina non trovata.

Torna alla home