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L'ingegnere di Volvera alla moglie: «Parla e uccido i cani». E poi tenta di strangolarla
Al terzo piano di quella ex casa popolare di Volvera, i maltrattamenti andavano avanti da dieci anni. Eppure Edit Szekely, le vessazioni non le aveva mai denunciate. Aveva paura di quel marito che aveva sposato 15 anni fa e che, col tempo, era diventato sempre più violento. E infatti i carabinieri nell’alloggio di via Giuseppe Garibaldi, dove la coppia abita dal 2019, non erano mai arrivati. Due sere fa, il 2 giugno, quei dieci anni di maltrattamenti sono sfociati nel tentato omicidio della romena Edit Szekely, 58enne impiegata, da parte del coniuge Peter Orto, 51enne ingegnere ungherese con cittadinanza italiana. Era l’ora di cena, le 19.50, e l’uomo ha dapprima tentato di strangolare la moglie, poi ha provato a soffocarla con il cuscino. Edit, con fatica è riuscita a liberarsi dalla morsa del marito, anche grazie all’aiuto dell’anziana madre, una donna di 80 anni che vive nell’appartamento con la coppia. Poi è scappata, scendendo le scale e rifugiandosi da una vicina di casa, mentre la mamma restava nell’appartamento con Peter Orto. La vicina ha chiamato il 112 e sul posto sono intervenuti i carabinieri di None: il 51enne ingegnere ungherese è stato arrestato e deve rispondere dei reati di tentato omicidio aggravato e maltrattamenti in famiglia. Al termine delle formalità di rito, come disposto dalla procura di Torino (le indagini sono coordinate dalla pm Fabiola d’Errico) è stato tradotto presso la casa circondariale Lorusso e Cotugno, previa attivazione della procedura del “codice rosso”. Un lavoro presso una ditta israeliana per conto di Stellantis. Questo è l’impiego di Peter Orto, laureato in ingegneria e con un passato da imprenditore nel suo paese d’origine. Ma ultimamente pare che le cose, dal punto di vista lavorativo, per lui andassero male. Sembra infatti che Peter Orto non sia stato pagato per gli ultimi lavori svolti e quella frustrazione la sfogava tra le mura domestiche contro la donna che aveva sposato nel 2011. Due giorni fa, il culmine di una decina d’anni di maltrattamenti, col tentato omicidio. La paura per Edit, a dire il vero, era però già iniziata il giorno precedente, quando Peter Orto avrebbe quasi distrutto la cucina dell’alloggio in preda a una rabbia incontrollabile. Quindi, all’ora di cena, dopo una giornata intera passata a litigare, il 51enne ingegnere, che fino a quel momento era incensurato, ha provato ad uccidere la moglie afferrandole la gola, nel tentativo di strangolarla. Ha poi tentato di soffocarla utilizzando un cuscino e, durante la colluttazione, le ha anche premuto il ginocchio sullo sterno, dopo averla buttata a terra, sul pavimento. Ma appunto, l’anziana e coraggiosa madre della vittima è intervenuta ed è riuscita a salvare la figlia, che poi è uscita dall’appartamento scendendo le scale e trovando rifugio presso una vicina che vive al piano di sotto. Sul posto è quindi sopraggiunto il 118 ed Edit Szekely è stata soccorsa e trasportata all’ospedale San Luigi di Orbassano, dove è stata ricoverata in osservazione. Ha delle costole rotte, ma per fortuna non è in pericolo di vita. Intanto, Peter Orto veniva tratto in arresto dai carabinieri, arrivati anche loro in via Giuseppe Garibaldi, chiamati dalla vicina che aveva aperto la porta ad Edit. I militari sono riusciti ad immobilizzare l’ingegnere ungherese e ad arrestarlo. [articlepreview id="643674" link="https://www.torinocronaca.it/news/provincia/643674/volvera-strangola-la-moglie-e-tenta-di-soffocarla-col-cuscino.html"] Una serata di terrore, quella che hanno vissuto gli abitanti delle ex case popolari di via Giuseppe Garibaldi. Racconta la vicina che ha accolto Edit Szekely in casa: «Era terrorizzata e faceva fatica a parlare. Diceva: “Mi ha buttata a terra”, in un italiano stentato. Aveva dolore al petto e le ho detto di sdraiarsi e ho chiamato il 112». Edit ora è al San Luigi, in osservazione. Peter è in carcere alle Vallette. Nell’alloggio al terzo piano di via Giuseppe Garibaldi sono rimasti i quattro cani della coppia: Ashley, Ingrid, Lilla e Szormike. Quattro animali che da due giorni abbaiano incessantemente ogni qual volta qualcuno si avvicina alla porta di casa. A loro, Edit Szekely è legatissima e pare che il marito minacciasse proprio di fare del male agli animali, se lei lo avesse denunciato per i continui maltrattamenti. «Se parli uccido i cani», avrebbe detto in più occasioni Peter Orto alla moglie. Edit, anche per paura di vedere morte le sue bestiole, in questi anni è sempre rimasta in silenzio.
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