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Pedone travolto e ucciso insieme al cane: 4 anni 8 mesi e 26 giorni all'automobilista pirata

22/06/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 ⚠️
Quattro anni, otto mesi e ventisei giorni di reclusione. È questa la pena, patteggiata, per l'automobilista "pirata" che investì e uccise sulle strisce pedonali il cuoco Donato De Carlo e il suo cane, nel centro di Terontola (Cortona), senza fermarsi a prestare aiuto. Il giudice del tribunale di Arezzo ha emesso la sentenza oggi, giovedì 18 giugno, per l'omicidio stradale con omissione di soccorso avvenuto il 29 settembre 2025. Un fatto che suscitò grande sconcerto per la dinamica. Quando i carabinieri rintracciarono il conducente dell'auto, F.S., emerse anche che era positivo alla cocaina. Da allora è agli arresti domiciliari. La tragedia si consumò poco prima delle 20 di quel lunedì: Donato De Carlo, 60 anni, vedovo, padre di due figli, stava attraversando sulle strisce pedonali la strada regionale 71 Umbro Casentinese nel tratto interno al paese che lì si chiama via Primo Maggio, con il suo inseparabile cane meticcio al guinzaglio. Il giro di tutte le sere. Un'auto proveniente dalla parte del Trasimeno - una Audi A4 Avant, lo centrò in pieno a 70 kmh con urto violentissimo: il corpo di Donato fu trascinato per circa venti metri prima di fermarsi sull'asfalto. Morti entrambi sul colpo, Donato e il suo cane non ebbero alcuna possibilità di soccorso. L'automobilista, un 41enne imprenditore cortonese residente in zona, non si fermò a prestare soccorso ma tirò dritto, abbandonando sul posto i detriti della sua vettura. Proprio quei frammenti dell'auto, incrociati con i filmati delle telecamere di sorveglianza dei negozi locali, permisero ai carabinieri di individuarlo nel giro di due ore. Negativo l'alcol test, ma dalle analisi eseguite dagli inquirenti l'uomo risultò sotto effetto di sostanze stupefacenti (positività alla cocaina). Emersa anche la circostanza che la sua patente non era stata rinnovata da due anni, fattore che aggravò ulteriormente la sua posizione. La Procura di Arezzo incaricò l'ingegnere Fabio Canè di ricostruire nei dettagli la dinamica dell'incidente. L'imprenditore quella sera aveva in macchina anche la figlioletta. La velocità del veicolo era sopra il limite, prese in pieno il pedone e il cane, tirò dritto. L'avvocato Piero Melani Graverini, suo difensore, ha intrapreso la strada del rito alternativo del patteggiamento che riduce di un terzo la pena. I familiari del sessantenne, assistiti dall'avvocato Gabriele Zampagni, non erano parte civile in quanto l'assicurazione ha provveduto al risarcimento. La difesa dell'automobilista cercherà di evitare il carcere al 41enne con le possibilità consentite dalla legge, come l'affidamento in prova ai servizi sociali, e tenendo anche conto dei problemi di dipendenza da stupefacenti.
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