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Caldo estremo, la Cgil in presidio a Torino in difesa dei lavoratori
La Cgil richiama l'attenzione della Regione Piemonte sui problemi che il caldo estremo può causare su cui lavora all'aperto. Lo fa organizzando un presidio che si terrà giovedì 16 luglio davanti al Palazzo della Regione a Torino. «Dallo scorso 30 maggio - sottolineano dal sindacato - è in vigore l’ordinanza “anti caldo” della Regione Piemonte, destinata in particolare ai settori di edilizia, agricoltura e logistica, che impone limitazioni di orario e suggerisce modifiche dell'organizzazione del lavoro nelle giornate con picchi di calore certificate dal cosiddetto “bollino rosso”. Tali limitazioni dovrebbero servire a tutelare i lavoratori più fragili, esposti al sole, nei campi o per le strade, ma i rischi delle alte temperature riguardano anche altri comparti, dall’industria meccanica all’igiene urbana. Sono già stati registrati in Piemonte, ed anche nell’Astigiano, i primi casi di infortuni dovuti a colpi di calore, così come sono state inviate segnalazioni di violazioni dell’ordinanza regionale agli organi di vigilanza, senza trovare riscontro». «Il problema dell’ordinanza regionale - afferma Alessandro Berruti, Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza Territoriale (RLST) della Cgil di Asti - è vigilare sulla sua corretta applicazione. Sappiamo bene che le carenze di organico rendono difficile per gli organi competenti poter controllare il territorio in queste circostanze, ma è alta la nostra preoccupazione per il rispetto delle norme sulla salute in queste difficili settimane». «Ricordiamo che il testo unico sulla sicurezza del lavoro, il Decreto legislativo 81 del 2008 - continua - già imponeva a tutte le aziende di analizzare ogni rischio fisico per i propri lavoratori, incluso il microclima, in modo da rendere le mansioni sostenibili. Questo, purtroppo, in tante situazioni ancora non avviene o trova risposte improvvisate. Il sindacato è impegnato in questi giorni a chiedere una maggiore tutela per chi lavora nel disagio del caldo, contrattando appunto modifiche di orari, fornitura di acqua o integratori e adeguati dispositivi di protezione individuale».
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