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Stop al lavoro nelle ore più calde, scatta l’ordinanza della Regione: ecco chi si ferma
Nei giorni da "bollino rosso", quando il termometro supera la soglia di sicurezza, le attività lavorative all’aperto caratterizzate da intenso sforzo fisico dovranno fermarsi. La Regione Piemonte ha firmato un’ordinanza urgente che introduce il blocco forzato delle mansioni sotto il sole nella fascia oraria compresa tra le 12.30 e le 16.00. Il provvedimento, che anticipa di un mese le consuete tutele estive a causa dell'ondata di calore anomalo registrata sul territorio, entrerà ufficialmente in vigore sabato 30 maggio e resterà valido fino al prossimo 31 agosto. [articlepreview id="641547" link="https://www.torinocronaca.it/news/torino/641547/a-torino-il-primo-simposio-colisee-focus-sulla-tutela-degli-anziani-fragili-nelle-rsa.html"] La misura cautelare tutela sia i lavoratori subordinati sia gli autonomi impiegati nei settori più esposti alle intemperie e al rischio da stress termico. Nel dettaglio, lo stop riguarderà i cantieri edili e stradali, il comparto agricolo e florovivaistico, il personale delle cave e delle attività estrattive, gli operatori della logistica e, in modo esplicito, i rider e i ciclo-fattorini impegnati nelle consegne a domicilio. L’astensione dal lavoro pomeridiano non sarà tuttavia automatica: scatterà esclusivamente qualora la piattaforma di monitoraggio meteo-climatico "Worklimate", alla rilevazione delle ore 12.00, indichi un livello di rischio "alto" per l'area interessata. L'ordinanza prevede precise deroghe qualora i datori di lavoro siano in grado di garantire adeguate zone d'ombra o aree refrigerate per i dipendenti. Al fine di consentire alle aziende il recupero delle ore di fermo attraverso la rimodulazione dei turni nei momenti più freschi della giornata, la Giunta regionale ha invitato i Comuni a concedere deroghe temporanee ai limiti ordinari sui rumori e sulle emissioni acustiche locali. «La salute viene prima di tutto, hanno dichiarato il Presidente Alberto Cirio, l'assessore alla Sanità Federico Riboldi e l'assessore al Lavoro Maurizio Marrone. Il caldo estremo non rappresenta più un fenomeno occasionale, ma una condizione strutturale. Con questo atto tuteliamo i lavoratori nelle situazioni di maggiore criticità, favorendo al tempo stesso una corretta e flessibile organizzazione delle attività produttive».
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