SBLOB
www.vocedeiberici.it

La Voce dei Berici

15/08/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 😊
È «una vocazione nata in Azione cattolica» quella di don Andrea Peruffo, sacerdote originario di Meledo, che ha potuto approfondire questa dimensione del suo ministero come assistente ecclesiastico dell’associazione dal 2016 a oggi. Dopo l’estate, a dieci anni di distanza, il suo incarico si concluderà, come annunciato nelle scorse settimane. A don Andrea Peruffo il vescovo Giuliano ha infatti affidato la cura pastorale dell’UP Cologna Veneta, in solido con don Vittorio Castagna e con il supporto di don Francesco Frigo, collaboratore pastorale. Nato a Lonigo nel 1968 e ordinato sacerdote nel 1993, dopo l’esperienza come cappellano a Rosà don Andrea Peruffo si è laureato in Psicologia a Roma. Oltre all’incarico di docente all’Issr Onisto e alla Facoltà Teologica del Triveneto, in Diocesi è stato responsabile della pastorale vocazionale e della formazione dei preti del sessennio, cioè dei primi sei anni di ordinazione. Nel 2016 è diventato assistente diocesano dell’Azione cattolica e, dal 2018, anche assistente del Settore adulti. Don Andrea, in dieci anni sono cambiate molte cose. Quali sono stati i momenti salienti per l’Ac in questo periodo? «Non dobbiamo dimenticare che c’è stato un prima e un dopo Covid. La pandemia ci ha costretti a resistere nelle incertezze di quei due anni, a fare proposte, mantenere legami, essere vicini come presidenza a un territorio “spaventato”. E poi ripartire». Come siete ripartiti? «Nel ripartire sono stati due gli appuntamenti, a maggio e a settembre 2022: la festa adultissimi al Teatro Comunale di Vicenza e la festa di tutta l’associazione sul Monte Summano. Due momenti di festa, coinvolgimento e speranza». E i cambiamenti avvenuti nelle parrocchie? «Erano già in corso prima del 2020, la pandemia li ha accelerati. Ci siamo interrogati: cosa vuol dire essere Azione cattolica? Cos’è la vocazione associativa? Il Concilio ha indicato nell’Azione cattolica una singolare forma di ministerialità laicale. Ma ci siamo accorti che c’è poca consapevolezza di cosa significhi. Anche tra gli adulti. Abbiamo riflettuto con l’aiuto di Matteo Truffelli, già presidente nazionale di Ac, e della teologa Stella Morra. E abbiamo provato a capire cosa vuol dire, per un adulto, essere impegnato nel servizio alla Chiesa locale e nel mondo». La formazione è sempre stata al centro di questa riflessione. «Vero, e abbiamo cercato di riadattarla a contesti ed esigenze nuove. Per fare un esempio, in questi anni abbiamo concluso l’esperienza con Penia di Canazei, sede per molti anni di tanti campi scuola, e ripensato le proposte estive per i giovanissimi». Come hai vissuto questi anni da assistente? «Sono arrivato quando in Ac c’erano ancora quattro assistenti, a conclusione del mio mandato siamo in due. Un tipo di presenza, quella del prete assistente di Ac, che è stata ripensata ma che è sempre stata bella, sia nel rapporto con gli altri assistenti sia con i laici. Oggi si parla molto di sinodalità e posso dire con certezza che la Presidenza di Ac è un’esperienza di Chiesa sinodale. Nella relazione con laici che si assumono autonomamente le proprie responsabilità, sono maturato anch’io come prete. In Azione cattolica ho avuto un ruolo molto chiaro, di affiancamento. È questa l’esperienza che mi porto in parrocchia, spero possa essere una ricchezza». Andrea Frison © RIPRODUZIONE RISERVATA
Leggi l'articolo su www.vocedeiberici.it
Pagina non trovata - SBLOB.IT
SBLOB

404

Pagina non trovata.

Torna alla home