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La Voce dei Berici
Nell'anno del centenario dell'Ossario del Pasubio, Schio celebra questo anniversario di grande valore storico, civile e simbolico con la grande mostra “I Segni della Memoria”, organizzata dall'associazione Fortemaso in collaborazione con il Comune. L’esposizione si terrà a Palazzo Toaldi Capra dal 5 al 19 giugno e intende rendere omaggio ai protagonisti che idearono e realizzarono uno dei monumenti più solenni per i caduti della Grande Guerra. La mostra sarà dedicata all’architetto Ferruccio Chemello, autore del progetto, all’artista Tito Chini, interprete delle decorazioni pittoriche e simboliche, e agli artigiani e alle maestranze che contribuirono alla realizzazione del monumento che fu inaugurato il 29 agosto 1926 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III.
«Chemello mise gratuitamente la propria arte di ingegnere e architetto al servizio di questa grande opera, trasformando il dolore personale in un gesto di altissimo valore civile e spirituale, dopo la perdita del figlio, caduto in combattimento sul Monte Ortigara - spiega Marco Brunello di Fortemaso - . Il Sacello fu il primo ossario privato, di proprietà della Fondazione 3 Novembre 1918, realizzato per raccogliere le spoglie dei soldati provenienti dai numerosi cimiteri militari disseminati sul Pasubio. Non si volle però costruire solo un luogo di raccolta delle salme, ma un vero monumento sacro, capace di elevarsi al di sopra del sacrificio umano e di trasformarlo in memoria eterna. La grande torre, alta trentacinque metri, rappresenta idealmente il cammino delle anime verso l’eternità».
Le decorazioni di Tito Chini riflettono profondamente la spiritualità e il linguaggio artistico del primo Novecento: un’arte intensa, monumentale, carica di simboli e richiami religiosi. Emblematica la scritta posta sopra la cripta delle Medaglie d’Oro: In Perpetuum Vivent (Vivranno in eterno). Un motto che custodisce il senso più profondo del monumento e del sacrificio di coloro che offrirono la propria vita affinché altre vite potessero continuare. I disegni originali del progetto, oggi custoditi nella Biblioteca di Schio, saranno riprodotti all’interno della mostra, dando vita a un percorso di grande suggestione. Particolare attenzione sarà dedicata anche all’aspetto artistico e multimediale con la proiezione di immagini d’epoca delle fasi costruttive, affiancate dalle medesime immagini restaurate e colorate con l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Il centenario diventa così un invito a trasformare il ricordo in coscienza collettiva, affinché i segni lasciati dalla storia continuino a parlare alle nuove generazioni.
Nelle iniziative per il centenario sono previsti anche due appuntamenti culturali promossi dall'associazione. Sabato 6 giugno alle 18, al Teatro Astra di Schio, la conferenza dibattito Il Prezzo della Pace con il giornalista e storico Paolo Mieli e il Generale di Corpo d’Armata Amedeo Sperotto. Una riflessione sui grandi cicli della storia contemporanea, sulle continue alternanze tra guerra e pace, sulle fragilità della pace moderna e su un mondo che non è mai riuscito a rendersi immune dalle tragedie belliche. Questo evento sarà preceduto da un ulteriore momento di approfondimento a Valli del Pasubio, dove alle 16, al Teatro San Sebastiano, Mieli dialogherà con lo storico e Accademico Olimpico Mauro Passarin. L’incontro avrà per titolo I segni della storia nell’anno del centenario.
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