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Niewiadoma, circa 300 watt sul Ventoux: ecco quanto è cresciuto il ciclismo femminile
Il Mont Ventoux è una montagna che non ha bisogno di presentazioni. E nemmeno di confronti forzati per spiegare quanto sia difficile.
Il 7 agosto 2026, però, il Gigante di Provenza ha aggiunto una pagina nuova alla propria storia: per la prima volta il Tour de France Femmes ha portato le migliori professioniste sulla salita simbolo del ciclismo francese e Katarzyna Niewiadoma-Phinney è stata la prima a conquistarne la vetta in maglia gialla.
Una vittoria costruita con un attacco a poco più di nove chilometri dall'arrivo e difesa metro dopo metro sulle rampe finali, contro il vento e contro il ritorno delle avversarie. Niewiadoma ha concluso la tappa in 4h22'53", con 1'16" su Demi Vollering, conquistando contemporaneamente la vittoria di tappa e la maglia gialla.
Ma dietro il risultato c'è una prestazione che, per chi ama la tecnica e i numeri, dice molto più del semplice distacco al traguardo.
[caption id="attachment_133907" align="aligncenter" width="1100"] foto: ASO[/caption]
Circa 300 watt per quasi un'ora
La parte finale della scalata al Ventoux misura 15,7 chilometri all'8,8 per cento di pendenza media, con circa 1.350 metri di dislivello.
Su questo segmento la prestazione di Niewiadoma è stata stimata in circa 300 watt medi per 53 minuti.
È importante sottolineare la parola "stimata". Non abbiamo il file del suo misuratore di potenza e quindi non possiamo affermare che Niewiadoma abbia realmente registrato 304 watt. Il dato deriva da un modello fisico che ricostruisce la potenza necessaria a produrre quella prestazione sulla base di velocità, pendenza, distanza, peso e resistenze al movimento.
Ma è proprio questo che rende il numero interessante: non è una sensazione, né un dato inventato. È una stima modellistica della potenza necessaria per quella prestazione. E circa 300 watt per 53 minuti sono un numero enorme.
Se c'è un numero che descrive meglio di altri una prestazione su una salita lunga è il rapporto fra potenza e peso.
W/kg = watt prodotti / peso corporeo.
In pianura il peso ha un'importanza relativa e la resistenza aerodinamica assume un ruolo enorme. Quando la strada sale, invece, la gravità diventa il principale ostacolo. Ogni chilogrammo deve essere portato verso l'alto. Per questo il rapporto fra watt e peso è uno degli indicatori più interessanti per valutare una prestazione in salita.
Niewiadoma è indicata con un peso di circa 49 kg. Se si rapportasse semplicemente la stima di 304 watt a questo peso, si arriverebbe a circa 6,2 W/kg. Ma anche questo numero deve essere considerato una nostra elaborazione su una potenza stimata, non un dato misurato dal suo powermeter.
Per questo è più corretto fermarsi al dato di potenza stimata e utilizzare il peso soltanto per comprendere l'ordine di grandezza della prestazione.
Cinquantatré minuti a ritmo da gara
Il dato diventa ancora più impressionante quando si considera la durata. Non stiamo parlando di un test di cinque minuti. E Niewiadoma non è arrivata ai piedi della montagna fresca, come potrebbe accadere in una cronoscalata.
La settima tappa partiva da La Voulte-sur-Rhône e misurava 146,8 chilometri. Prima del Ventoux il percorso comprendeva altre difficoltà altimetriche. Il Ventoux era quindi l'ultimo atto di una giornata già impegnativa.
La potenza che un atleta riesce a produrre quando è fresco non è la stessa che riesce a mantenere dopo ore di gara.
L'attacco che ha cambiato la tappa
La parte più interessante, però, è che Niewiadoma ha scelto il momento a circa nove chilometri dalla vetta. Ha accelerato, lasciando le migliori e costruendo progressivamente il proprio vantaggio. Demi Vollering ha provato a reagire, mentre alle sue spalle le altre contendenti alla classifica generale iniziavano a perdere terreno.
La polacca ha continuato a salire da sola. E il Ventoux, nella sua parte superiore, è una salita che non concede molto a chi è davanti: la strada si apre, il bosco scompare, il vento può diventare un avversario diretto e la percezione della distanza dalla vetta aumenta. Niewiadoma ha mantenuto la propria velocità fino all'arrivo. Non è quindi soltanto il valore medio della potenza a essere interessante.
È la capacità di sostenere quella potenza mentre si è soli, sotto pressione e con il gruppo degli inseguitori alle spalle.
La VAM racconta la velocità verticale
Un altro parametro interessante per leggere una scalata è la VAM, la velocità ascensionale media. La VAM indica quanti metri di dislivello vengono superati in un'ora.
È un valore molto utilizzato per confrontare le prestazioni in salita, anche se non deve essere preso come un parametro assoluto: una VAM ottenuta su una salita al 12 per cento non è direttamente confrontabile con quella di una salita al 5 per cento. Sul Ventoux, comunque, la VAM assume valori molto elevati perché la salita è lunga, regolare e molto ripida.
E nel caso di Niewiadoma il dato interessante non è soltanto quanti metri all'ora abbia superato, ma per quanto tempo abb
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