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Presentazione di %26#8220;Merli, aquile e falchi. Itinerari tra i castelli di Federico II’’, Fulvio Delle Donne - Potenza
Festival della notte bianca del libro e delle idee Dodicesima edizione Rassegna Fantastico Medioevo in collaborazione con la Fondazione Matera Basilicata 2019 Fulvio Delle Donne, "Merli, aquile e falchi. Itinerari tra i castelli di Federico II", Laterza editrice 2026 Dialogano con l'autore Gianpiero Perri e Martina Pavoni La corte itinerante del sovrano svevo si mosse ininterrottamente lungo le strade che innervavano un ricchissimo territorio adagiato fra tre mari e tesseva una rete a trama fitta in cui le costruzioni castellari costituivano i punti di snodo di un sistema articolato e preciso. In quegli edifici, che univano funzioni militari e di controllo, residenziali e simboliche, Federico II e suo figlio Manfredi soggiornarono spesso per dedicarsi all’arte della falconeria, non semplice passatempo per nobili, bensì passione elevata a moderna scienza sperimentale. E con la loro presenza li resero, allo stesso tempo, i punti di innesco di una rivoluzione tanto istituzionale, che elevò il Regno a stato strutturato, quanto culturale, che fece del sapere una scala per ascendere all’autentica nobiltà. Entro un’agile misura cronometrica, il filo della narrazione si dipana con scioltezza, ma rimane sempre teso nel segnare i passaggi tra gli eventi di una grande storia. In questo libro, si registrano le oscillazioni di un terremoto che nel Duecento scosse l’intera Europa e trovò l’epicentro nel Mezzogiorno, pontile naturale in mezzo al Mediterraneo. Punto di approdo e di ripartenza per culture e civiltà, è stato quello il luogo deputato dal suo intrinseco destino a inondare di luce un Occidente abituato a dialogare quotidianamente con l’Oriente. Una luce che proviene dalla riscoperta di Aristotele, tradotto dall’arabo e dal greco, filtra attraverso la nascita di raffinate lingue poetiche e l’istituzione della prima università statale (1224), si riverbera sull’emanazione delle Costituzioni di Melfi (1232), si riflette nell’organizzazione di uno stato dalla durata secolare, si diffonde, infine, sulla nascita di nuove idee di nobiltà e gentilezza, di virtù, sapere e amore. Fulvio Delle Donne insegna Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli Studi della Basilicata ed è presidente del Centro Europeo di Studi su Umanesimo e Rinascimento Aragonese-CESURA. La sua vasta produzione scientifica, con interessi e metodi sia filologico-letterari che storici, copre i secoli VI-XVI. Il suo ultimo volume pubblicato è La porta del sapere. Cultura alla corte di Federico IIdi Svevia (Roma 2019). Ad aprire la serata la presentazione di Fulvio Delle Donne e del suo libro "Federico II, l'ultimo imperatore", Salerno Editrice 2026 Cosa rende grande un personaggio e lo offre alla memoria eterna? Federico II fu l’«ultimo imperatore delli Romani», secondo Dante, per l’altissima consapevolezza del proprio ruolo di guida dell’umanità. Questo profilo critico ne misura la statura attraverso gli eventi in cui anche il mito si fa storia. Costruendo uno Stato, Federico assecondò rivoluzionari cambiamenti dell’epoca, in un sistema in cui tutto converge: diritto, politica, edilizia pubblica, nuove idee di nobiltà, scienza, poesia.
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