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Festa dei carabinieri astigiani che ricevono l'85% delle denunce dei cittadini
Ieri la cerimonia di anniversario della fondazione dei carabinieri ha visto al Comando provinciale di Asti l’emozione del comandante colonnello Giovanni Di Niso che ad Asti aveva già prestato servizio 34 anni fa nelle vesti di giovane tenente e che qualche mese fa ad Asti è tornato per guidare gli uomini e le donne di tutta la provincia. Con grande efficacia ha ricordato come l’approccio dell’Arma ai cittadini sia cambiato nel corso degli anni, spinto sempre di più ad una maggiore aderenza alle nuove sfide complesse del mondo, pur restando fedeli ai principi. «Il nostro lavoro non si limita a combattere il crimine, ma si estende a costruire relazioni di fiducia con le persone che serviamo. Il dialogo con i cittadini e il supporto alle istituzioni locali sono i pilastri su cui costruiamo un rapporto di reciproco rispetto e collaborazione». Ricordando anche le molte energie dedicate alle future generazioni con numerosi incontri con gli alunni delle scuole elementari e medie con visita della caserma e progetti di cultura della legalità direttamente negli istituti. Un anno di lavoro dell'Arma astigiana La Festa dei carabinieri è, come da tradizione, il momento per fare un bilancio dell’attività svolta durante l’anno. Per quanto riguarda il numero complessivo dei reati commessi in Provincia di Asti, dai dati complessivi delle denunce ricevute, emerge un leggero aumento (+1,75%) dei fenomeni criminosi avvenuti. I Carabinieri della Provincia, in particolare le Stazioni capillarmente distribuite sul territorio, continuano a rappresentare la prima linea ed il termometro più attendibile della delittuosità generale (l’84,37% delle denunce di fatti reato in Provincia è presentata presso un Comando dei Carabinieri), accanto a ciò vi è la presenza costante di servizi perlustrativi e preventivi sul territorio (12.163 pattuglie), i quali hanno permesso di controllare complessivamente 60.556 persone e 50.001 autoveicoli in media ai dati della scorsa Festa dell’Arma. Per quanto riguarda la situazione dei reati predatori, nel complesso nell’astigiano si è verificato un leggero incremento di questi fatti: salgono i furti in abitazione (+7,12%), ma scendono quelli in esercizi commerciali o in aziende (- 8,43%). Anche per le rapine si rileva una notevole diminuzione (-12%). A questi dati si accompagna il netto aumento (+30,57%) dei reati scoperti dai Carabinieri rispetto a quelli dello stesso periodo dell’anno passato, confermando il trend positivo già evidenziato in occasione della scorsa Festa dell’Arma e confermando l’efficacia dell’azione investigativa. Si ricorda in particolare la rimodulazione dei servizi preventivi contro i furti in abitazione soprattutto nelle aree più esposte, servizi che hanno portato alcuni clamorosi risultati come l’arresto ad Asti, agli inizi di gennaio 2026, di un pregiudicato albanese fermato dal Nucleo Radiomobile perché trovato in possesso di una pistola semiautomatica pronta a fare fuoco e gioielli rubati nelle ore precedenti in un’abitazione del capoluogo. Altro obiettivo strategico del Comando Provinciale di Asti è stato l’incremento della sicurezza stradale con 179 patenti ritirate per varie violazioni del Codice della Strada. Agli ordinari controlli sulla circolazione degli autoveicoli si sono accompagnati specifici servizi coordinati diretti al contrasto alla guida in stato d’ebrezza o sotto l’influenza di sostanze stupefacenti (troppo spesso causa dei gravi incidenti anche mortali avvenuti sulle vie di comunicazione della Provincia) con il risultato di 78 patenti ritirate per la prima ipotesi e 5 per la seconda. Sempre elevata l’attenzione dedicata alla tutela delle così dette “fasce deboli”, ovvero ai casi di violenza di genere e a quei reati in cui le vittime sono rappresentate da soggetti di età avanzata. Proprio quest’ultimo settore, assai esposto in relazione alle caratteristiche del territorio provinciale (età media degli abitanti ed estrema polverizzazione dei centri abitati), è stato oggetto di numerosi interventi sia da un punto di vista preventivo che dallo sviluppo di mirate investigazioni. Sul primo versante, la prossimità alle potenziali vittime di questi odiosi reati, mediante l’organizzazione di numerosissimi incontri informativi (in totale 76 incontri per più di 1.500 partecipanti) presso i luoghi di aggregazione comunali e parrocchiali posti in essere dai militari delle tre Compagnie astigiane, ha riscontrato una notevole partecipazione della popolazione, a cui si è associato un adeguamento dei servizi perlustrativi preventivi (in particolare quelli “cascina per cascina” utili a raggiungere proprio quelle realtà abitative più isolate) realizzando quella virtuosa circolarità informativa che, oltre a rappresentare una fondamentale funzione di “rassicurazione sociale”, ha permesso di evitare quel sentimento di abbandono spesso provato dalle potenziali vittime. Per quanto riguarda l’attività investigativa, si è consolidato il risultato delle attività di indagine da parte dei
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