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A chi importa che nell'"Odissea" di Nolan Elena sia nera?
Premessa: con mia sorpresa, “Odissea” di Christopher Nolan mi è piaciuto – a me, che sono un purista del poema di partenza – e a me, che Nolan ho smesso di amarlo con Batman (fatta salva la parentesi di “Dunkirk”), da quando cioè i desideri di un autore si sono dovuti adeguare alle necessità dei blockbuster.
Certo non mi sono strappato i peli dalle braccia per questa trasposizione «umana, troppo umana» della vicenda omerica, che manca appunto di epica – ma ho trovato giuste anche le infedeltà, utili all'obiettivo del regista, con alcuni momenti di «puro cinema», come si dice in questi casi, aiutati dalla colonna sonora “monstrum” di Ludwig Göransson (quella sì, mi ha fatto strappare i peli dalle braccia).
L’altro mostro (di bravura, s’intende) è Samantha Morton nel ruolo di Circe: cos’avrà?, quattro minuti su tre ore? Eppure sfido a dimenticarvene (e ne riparliamo l’anno prossimo agli Oscar): insieme a lei, sono i personaggi femminili a rubare la scena alla mono-espressione di Matt Damon (la cui carriera resta per me un'incognita molto più indecifrabile dell'identità di Omero) – a differenza del poema, dove le donne sono poco più di complementi d’arredo funzionali allo sviluppo della trama.
Un po’ meno Charlize Theron ma Morton, Anne Hathaway e poi lei, la donna della (letteralmente) discordia: Lupita Nyong'o che interpreta Elena e sua sorella Clitemnestra; ma dove s’è vista mai una Elena di Troia nera?, ha tuonato la Destra trumpiana (Musk incluso) sotto al trailer, diventato subito il trailer col maggior numero di dislike su YouTube.
Nolan (semmai il direttore del casting John Papsidera) fa qui quello che Lin-Manuel Miranda ha fatto con “Hamilton”, ossia raccontare l'America di allora attraverso l'America di oggi, con un cast multietnico (il film si apre su Travis Scott e il colombiano John Leguizamo) in cui Damon risulta la scelta meno azzeccata fra molte scelte sbagliate – con una differenza: qui non si racconta «l'America di allora»; e se nel XII secolo a.C. la donna più bella della Turchia non avrebbe potuto essere nera, alla Destra trumpiana sfugge che all'epoca nel Mediterraneo non si parlava neanche inglese americano.
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