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Ad Asti l'Associazione Nazionale della Polizia di Stato ha ricordato la strage di via D'Amelio
A trentaquattro anni dalla strage di via D'Amelio, in cui morirono il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta, anche ad Asti c'è stata l'occasione per riflettere sul valore della legalità e del sacrificio. Venerdì mattina la Sezione locale dell’Associazione Nazionale Polizia di Stato (Anps) si è riunita davanti al Monumento ai Caduti della Polizia, in Questura, per una solenne cerimonia di commemorazione. L’evento ha visto la partecipazione commossa di consiglieri e soci del sodalizio, uniti nel ricordo dell'attentato palermitano del 19 luglio 1992. In un clima di profondo rispetto, il Presidente della Sezione, Salvatore Faita, affiancato dal Vicario del Questore di Asti, il dottor Walter De Meo, ha deposto una composizione floreale ai piedi del monumento, un gesto simbolico per onorare la memoria dei poliziotti e dei magistrati caduti sotto i colpi della violenza mafiosa. Uno dei momenti più importanti della mattinata è stata la lettura dei nomi delle vittime delle stragi di Capaci e di via D'Amelio. Il Presidente Faita ha voluto sottolineare l'importanza civile di questo appuntamento attraverso un intervento centrato sul legame tra passato e presente. «Ricordo e memoria: due concetti che viaggiano insieme nel tempo -ha dichiarato Faita durante il suo discorso - Per noi dell'Anps, il ricordo non è soltanto un fatto personale, ma un elemento fondante della nostra identità collettiva». Secondo Faita, la memoria non deve essere un esercizio sterile, ma un ponte verso il futuro. Racchiude «l'insieme delle memorie, dei valori, delle esperienze e delle narrazioni attraverso cui una comunità custodisce il proprio passato e lo trasmette alle generazioni future». In quest'ottica, la memoria diventa un «patrimonio condiviso di valori, ideali e conoscenze che definisce l'identità di un gruppo», rappresentando il «filo invisibile che unisce, nel tempo, la grande famiglia della Polizia di Stato». La cerimonia, breve ma densa di significato, si è conclusa con un momento di silenzioso raccoglimento. L'incontro davanti al Monumento ai Caduti è «più autentica testimonianza» dell'impegno comunitario nel rendere omaggio a chi è stato «barbaramente assassinato dalla mafia». In questo modo l'Anps di Asti ha rinnovato il proprio impegno a custodire l'eredità morale di tutti coloro che hanno sacrificato la vita al servizio dello Stato e della legalità.
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