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«Diamo il Nobel per la Pace ai bambini di Gaza»
Una petizione lanciata dal quotidiano Avvenire propone di candidare i bambini di Gaza al Premio Nobel per la Pace 2026. L'iniziativa, che ha già raccolto centinaia di adesioni, si contrappone a chi vorrebbe assegnare il riconoscimento a Donald Trump.
A promuoverla è Eugenio Mazzarella, professore ordinario di filosofia teoretica presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, ex deputato Pd e studioso di Heidegger, che sulle pagine del giornale ha ricordato i numeri della tragedia: 300 bambini e adolescenti palestinesi uccisi in 300 giorni di tregua, uno al giorno secondo l'Unicef, mentre gli aiuti arrivano a singhiozzo e la fame resta un'arma di guerra. Per molti dei firmatari, tra cui Elly Schlein, Massimo Cacciari e Luigi Manconi, il simbolo dei bambini di Gaza si estende a tutti i minori vittime delle guerre, comprese quelle in Ucraina e altrove.
Sul fronte opposto, la Lega ha depositato una mozione per Trump, sostenuta anche da Meloni, richiamando il suo ruolo nel piano di pace per Gaza. Un uso "preventivo" del premio che ha acceso polemiche, visto che il Nobel viene tradizionalmente assegnato a risultati già raggiunti, non a promesse.
Mentre si discute di premi e simboli, la situazione sul terreno resta drammatica. In Cisgiordania la violenza dei coloni israeliani, protetti dall'esercito di Netanyahu, è in netto aumento: +63% di attacchi nella prima metà del 2026 rispetto al 2025, 660 episodi censiti, 6 palestinesi uccisi e 140 feriti secondo dati della sicurezza israeliana stessa. L'ONU denuncia che la situazione «non fa che peggiorare». Il 6 agosto un pogrom nel villaggio di Tuba, a Masafer Yatta, ha bruciato tre case e ferito cinque persone, tra cui tre bambini, mentre continuano incursioni militari e nuovi bandi per centinaia di alloggi in colonie giudicate illegali dal diritto internazionale.
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