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Il pane quotidiano della Parola • 24 luglio 2026
Il cantico di Geremia che la liturgia ci propone come risposta alla prima lettura è un invito all’ascolto e all’annuncio.
Prima di parlare è cosa saggia e necessaria ascoltare: abbiamo una sola bocca, ma due orecchie. L’annuncio che tutti, proprio tutti, attendono, magari anche inconsapevolmente, è quello di un ribaltamento delle situazioni negative. I deportati in Babilonia ascoltano dal profeta che pure avevano perseguitato, una parola del Signore consolante. Non hanno voluto ascoltare chi li metteva in guardia dal rischio della catastrofe, ora lo stesso profeta, in mezzo a quella sventura, porta parole di gioia da far risuonare per tutti.
Il buon annuncio non ci viene donato per la nostra privata consolazione, ma perché si dilati in ogni tempo ed in ogni luogo.
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