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Bova Marina, MPS, porta poco sicura
Bova Marina, un’operazione semplice e banale come il prelievo del contante, potrebbe portare conseguenze negative per qualche cliente. La sede interessata alla questione che poniamo è in Corso Umberto I, 192 a Bova Marina, in cui si accede in maniera semplice, forse anche troppo.. MPS Bova Marina. La serratura è rotta e non è stata sostituita, un intervento banale che potrebbe indurre qualche malitenzionato ad approfittarne alle spese di qualche utente distratto. Il problema potrebbe sorgere in maniera particolare durante gli orari di chiusura ma non solo, mentre si entra per prelevare non è garantita la privacy e la sicurezza, visto che l’accesso è libero. Normative sugli accessi fisici alle banche e apertura con bancomat Le normative sugli accessi fisici alle banche e, in particolare, se l’apertura dei varchi durante gli orari di chiusura possa avvenire con l’introduzione del bancomat. Tema molto sentito da istituti di credito, clienti e gestori della sicurezza, perché tocca continuità del servizio, sicurezza delle persone, prevenzione di reati e conformità regolamentare. In Italia la materia intreccia disposizioni sulla sicurezza privata, linee guida dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), norme su antintrusione, privacy e salute e sicurezza sul lavoro, oltre a regolamenti comunali e prassi operative definite dalle singole banche. Quadro normativo di riferimento: che cosa vincola davvero le banche Quando si parla di accessi fisici agli istituti bancari, il quadro di riferimento non è monolitico ma composto da più livelli. Esistono norme di legge, come quelle sul Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (TULPS) per i profili di vigilanza e apparecchiature di sicurezza, il Codice Penale per i reati contro il patrimonio e le persone, e le regole in materia di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/2008) applicabili ai dipendenti e a terzi presenti nei locali. Si aggiungono poi le linee guida ABI su layout, bussolotti antirapina, videoregistrazione e gestione dei flussi, che non sono leggi ma rappresentano lo standard operativo del settore, spesso ripreso dai piani di sicurezza delle singole banche. Un altro tassello è la normativa privacy (Regolamento UE 2016/679, GDPR), che impone trasparenza, proporzionalità e misure adeguate nella videosorveglianza degli accessi, nella conservazione dei log e nel trattamento di immagini e dati associati a varchi e terminali. Infine, ci sono i regolamenti locali e le disposizioni delle Prefetture su orari, dispositivi antirapina e procedure di emergenza, specialmente nelle aree urbane con elevata incidenza di reati predatori. Le banche integrano tutto in procedure interne, piani di continuità operativa e contratti con istituti di vigilanza privata, assicurando presidi tecnici (porte a bussola, tornelli, vetri antisfondamento) e policy di accesso differenziate per filiali tradizionali, aree self-service e ingressi fuori orario. Apertura con bancomat fuori orario: prassi, limiti e cautele La domanda centrale è se l’apertura con bancomat degli ingressi bancari durante la chiusura della filiale sia consentita e in quali forme. Nella prassi italiana, molte banche prevedono un’area self-service accessibile 24/7 o estesa rispetto agli orari di sportello. L’accesso avviene introducendo o avvicinando una carta abilitata (bancomat/debito/credito) a un lettore posto sul varco. Questa soluzione è consentita purché rispetti alcuni requisiti tipici: separazione fisica tra area self e zona di cassa; dispositivi antintrusione attivi; videosorveglianza con informative conformi; illuminazione e visibilità adeguate; porta a bussola o analogo sistema che limiti accessi multipli e riduca i rischi di tailgating. Le banche differenziano chiaramente l’accesso agli ATM dall’accesso ai locali operativi. Quasi mai il badge-carta esterno apre l’intera filiale. Apre, al più, un filtro verso l’atrio self-service con ATM, casse automatiche e dispositivi di versamento. L’accesso all’area clienti interna resta bloccato fuori orario. Nelle policy più stringenti, l’ingresso self-service può essere inibito in fasce notturne ritenute più a rischio o durante eventi eccezionali (allerta ordine pubblico, guasti ai sistemi, interventi di manutenzione). Alcune banche prevedono che l’accesso con carta venga registrato con un log orario pseudonimizzato e associato al dispositivo, per finalità di sicurezza e antifrode, in conformità al principio di minimizzazione dei dati. Sicurezza fisica e organizzativa: dispositivi, procedure e responsabilità Consentire l’accesso con bancomat fuori orario implica responsabilità sia tecniche sia organizzative. Sul piano fisico, i varchi devono essere dotati di sensori antiscasso, contatti magnetici, serrature certificate, anti sfondamento e sistemi di anti passback ove opportuno, per evitare che un’unica carta abiliti ingressi successivi non tracciati. Le porte a bussola con metal detector selettivo o con logica di blocco in caso di comportamento anoma
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