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Ottant’anni di Repubblica: un anniversario per aprirsi al futuro

04/06/2026 · Article 🕐 🆕 🇮🇹 😊
Il modo in cui una società celebra gli anniversari pubblici è una buona cartina al tornasole della loro rilevanza: quando il tono è dimesso e l’eco circoscritta, è segno che ci troviamo di fronte a un evento che sta scivolando nell’oblio collettivo. Non è certo il caso dell’ottantesimo anniversario della Repubblica italiana, il 2 giugno 2026, che non manca di visibilità. La questione che si pone è se sapremo cogliere questa opportunità per rileggere un momento fondamentale della nostra storia, senza limitarci a un rimpianto nostalgico, ma mettendo a fuoco gli eventi che si sono svolti ieri, per poterne comprendere il senso per noi. Il referendum istituzionale del 1946, il primo appuntamento elettorale a livello nazionale in cui votarono anche le donne (preceduto di qualche mese dalle elezioni amministrative in numerose città), non si può ridurre solo alla scelta tecnica tra avere un Capo di Stato ereditario, come nel caso della monarchia, o uno elettivo e per un arco di tempo limitato con la repubblica. A poco più di un anno dalla caduta del fascismo (cfr cronologia alle pp. 368-372), cui il Sovrano si era legato, era ben chiaro ai politici e ai cittadini che l’alternativa prospettata era carica di una dimensione simbolica e valoriale: l’esito del referendum avrebbe offerto un’indicazione forte sull’orientamento popolare in base al quale ripensare la convivenza civile e l’assetto istituzionale del Paese. In modo indiretto, il quesito referendario sollevava infatti ulteriori interrogativi: su quali principi ridefinire le relazioni tra i governati e i governanti e quelle tra i cittadini nell’Italia postfascista? Con la vittoria della repubblica, scelta da oltre dodici milioni di italiani (il 54,3% dei votanti), la risposta si concretizzò in una transizione del potere pacifica e ordinata, a cui seguirono i lavori dell’Assemblea costituente che si conclusero con l’approvazione della nuova Costituzione italiana, poi entrata in vigore il 1º gennaio 1948. Rivedere le foto dell’epoca, come quella sulla copertina di questo numero, o i servizi dei cinegiornali del 1946, rileggere articoli pubblicati sulla stampa del tempo o libri più recenti che ripercorrono gli eventi di quei mesi, può suscitare curiosità e stupore, ma può anche esserci qualcosa in più. [continua]   Ti interessa continuare a leggere questo articolo? Se sei abbonato inserisci le tue credenziali oppure  abbonati per sostenere Aggiornamenti Sociali   Scoprire la Costituzione a scuola - Versione estesa, Anna Errico Educare alla cittadinanza: riflessioni di un Preside per l’ottantesimo anniversario della Repubblica, Luca Imperatore  
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