corrieredisiena.it
Palio di Agosto, Tittia e Diodoro: se ancora insieme sarà un record
Tittia e Diodoro di nuovo insieme nel prossimo Palio? Ai posteri l’ardua sentenza, di certo se questa eventualità si dovesse verificare questo accoppiata entrerebbe ulteriormente nella storia, eguagliando un primato che resiste da più di un secolo. Molto raramente capita che un cavallo corra i suoi primi tre Palii col medesimo fantino e scorrendo a ritroso gli annali paliesche i precedenti sono solo quattro. Il primo riguarda Choci, il castrone baio di Alessandro Tozzi, che corse le sue prime tre carriere sempre montato da Andrea Mari detto “Brio”, dal debutto dell’agosto 2005, nell’Onda, ai due Palii dell’anno dopo corsi entrambi nella Pantera con la storica vittoria in rimonta sull’Aquila a luglio. Nelle successive quattro apparizioni Choci non fu più montato da Brio trovando comunque delle monte prestigiose fino al settimo ed ultimo Palio del 16 agosto 2008, corso nel Montone con Luca Minisini detto “Dè”. [articlepreview id="461712" link="https://www.corrieredisiena.it/news/palio/461712/palio-di-agosto-caria-assicura-non-ho-santi-in-paradiso.html"] Nel luglio 1950 debuttò una baia oscura, già quindicenne, di proprietà della famiglia Fontani, chiamata Niduzza che corse i suoi primi tre Palii col romano Remo Antonetti detto “Rompighiaccio”. Il debutto di entrambi fu sorprendente, per nulla considerati sfiorarono la vittoria nel Drago venendo beffati, solo all’ultimo Casato, da un’astuta manovra di Beppe Gentili che trionfò nell’Onda con Gioia, altra debuttante. [articlepreview id="461711" link="https://www.corrieredisiena.it/news/palio/461711/palio-di-agosto-tutta-l-amarezza-di-carboni-strada-in-salita-ma-resto-fiducioso.html"] Ad agosto la grande rivincita nel Leocorno, sempre contro Ciancone nell’Onda, sempre con l’epilogo all’ultimo Casato, stavolta a ruoli invertiti. Rompighiaccio e Niduzza si ritrovarono da favoriti anche nel luglio 1951, nel Bruco, ma in questa occasione la loro prestazione fu decisamente incolore, condizionata da una mediocre partenza. Ma la storia tra Niduzza ed il suo fantino però non era destinata a terminare ed il 16 agosto 1952 i due si ritrovarono nell’Oca e per entrambi fu quella l’ultima vittoria, la seconda per Rompighiaccio, la terza per la cavallina tanto amata dai Fontani. [articlepreview id="461662" link="https://www.corrieredisiena.it/news/palio/461662/palio-ecco-i-35-cavalli-per-la-tratta-i-big-ci-sono-tutti-manca-zio-frac.html"] Meno gloriosa fu la carriera di Caterina, una saura del sor Ettore Fontani, che debuttò il 16 agosto 1936, nel Bruco, con Ferruccio Funghi detto “Porcino”, stesso fantino dei due Palii successivi, corsi nel Drago ed ancora per la Contrada di Barbicone e della quarta ed ultima carriera disputata, dopo un anno di assenza, nell’Aquila. Pochi anni prima si imposero all’attenzione generale Fernando Leoni detto “Ganascia” ed il maremmano Folco, un mezzosangue sauro di proprietà di Paolo Neri. [articlepreview id="461602" link="https://www.corrieredisiena.it/news/palio/461602/palio-di-agosto-gingillo-suona-la-carica-voglio-montare-un-big.html"] I due entrarono subito nella leggenda con lo storico cappotto della Tartuca del 1933, due corse dominate, vinte a forza di nerbate, sempre con la Lupa come antagonista a luglio con il vecchio Picino su Wally ed in agosto con Tripolino su Ruello. Nel luglio 1934 il Drago riformò senza esitazioni l’accoppiata dei sogni ma stavolta Ganascia e Folco, che nel prosieguo delle loro lunghe carriere non corsero più insieme, delusero le aspettative piazzandosi secondi dietro la Civetta che col Meloncino e Ruello ruppe un digiuno di quarantuno anni. Fin qui i cavalli che hanno corso i loro primi tre Palii con lo stesso fantino, ma andando a ritroso nel tempo c’è chi fece meglio, un’accoppiata che Tittia e Diodoro potrebbero raggiungere. Parliamo di Ottorino Luschi detto “Cispa” e Fanfara, una baia oscura di Oreste Fiaschi, che corse i suoi primi quattro Palii sempre col fantino maremmano. Il debutto del 1922 fu coronato da uno splendido cappotto per entrambi, a luglio nel Montone e ad agosto nel Bruco, la prima vittoria netta, la seconda più sofferta. [articlepreview id="461603" link="https://www.corrieredisiena.it/news/palio/461603/palio-di-agosto-guglielmi-alle-prove-regolamentate-spinge-ares-elce-tra-i-dieci.html"] Nel luglio del 1923 i due si ritrovarono da vincitori annunciati nella Civetta ma a sorpresa a spuntarla fu la Lupa, con Pirulino su Baietta e per Cispa il dopo-Palio fu piuttosto agitato. Assente nell’agosto 1923 Fanfara fu ripresentata nel luglio dell’anno seguente e toccò al Nicchio che, dopo un’alternanza con Bubbolo, affidò di nuovo la baia del Fiaschi a Cispa il quale, motivato a dovere e senza troppi giri di parole dai nicchiaioli, vinse la terza carriera su quattro corsa con Fanfara. L’anno dopo Fanfara disputò il suo quinto ed ultimo Palio nella Lupa che sin dalla prima prova scelse Angiolo Rossi mentre Cispa, dopo due prove nel Bruco, corse la carriera nell’Aquila e proprio loro cercarono di imped
Leggi l'articolo su corrieredisiena.it