SBLOB
www.areaonline.ch

Le imprese edili chiedono indennizzi per canicola

06/08/2026 · Article 🕐 🆕
“Chi continua a lavorare in condizioni di caldo pericoloso mette a rischio la salute degli operai e delle operaie edili. Chi interrompe il lavoro rischia costi aggiuntivi e penalità convenzionali. Questi falsi incentivi devono essere eliminati”. A dirlo è la Società svizzera degli impresari costruttori, nel comunicato con cui lancia una petizione nella quale si chiedono indennizzi più adeguati per le assenze dal lavoro dovute al caldo.   Gli impresari puntano il dito contro la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), colpevole di non adeguare ai giorni nostri le indennità per maltempo alla situazione di caldo estremo, diventata ormai strutturale e non occasionale in Svizzera. Per la SECO invece non esiste alcuna necessità di modificare le norme vigenti sulle indennità erogate dall’assicurazione disoccupazione in caso d’interruzione dei lavori per questioni meteorologiche. Interpellata dalla SonntagsZeitung, la SECO afferma che “il concetto di condizioni meteorologiche comprende, oltre a pioggia, neve, grandine e freddo, anche il caldo”. In teoria è vero, in pratica no, ribatte l’associazione padronale. Prima di poterne beneficiare, devono passare tre giorni di carenza. «Quando questo periodo è trascorso e le aziende non devono più sostenere da sole le perdite, l’ondata di caldo è solitamente già finita» ha spiegato il portavoce degli impresari, annotando come le imprese si siano fatte carico dei tre giorni. Inoltre, si possono chiedere indennizzi solo per mezze giornate o giornate intere. Sovente però, dicono gli impresari, i lavori vengono fermati solo nelle prime ore del pomeriggio, quando le temperature diventano insopportabili. La SSIC chiede di sospendere il periodo di attesa in caso di caldo e di indennizzare le interruzioni del lavoro su base oraria.   La proposta è sostenuta dal sindacato Unia. Nico Lutz, responsabile nazionale del settore edile di Unia, interpellato dal domenicale, considera le norme attuali inadeguate al contesto di oggi e chiarisce che le modifiche auspicate siano una richiesta congiunta delle parti sociali. Il sindacato però sottolinea che l’urgenza vera stia nell’emanare delle norme chiare e univoche sul piano nazionale per l’interruzione dei lavori a tutela della salute degli operai. Due anni fa, ventimila operai avevano sottoscritto la petizione di Unia in cui si chiedeva proprio l’introduzione di norme federali per decretare la sospensione dei lavori in caso di caldo estremo. Finora, le autorità politiche hanno fatto orecchie da mercante.   Sulla questione canicola un secondo tema pesa come un macigno: i tempi di consegna. Se le imprese fermano i cantieri per il caldo estremo ritardando inevitabilmente i tempi di consegna, i committenti esigono il pagamento di penalità. Alla fine ad andarci di mezzo sono gli operai, costretti a lavorare affinché le imprese evitino le penalità. Dopo l’ondata di caldo estremo dell’estate 2024, a dicembre il Consiglio nazionale aveva approvato una mozione che invitava il governo a “adottare le misure affinché nel caso di caldo estremo, le imprese garantiscano la salute degli operai sospendendo i lavori senza rischiare una pena convenzionale”.   Agli Stati invece la bocciatura della mozione era stata caldeggiata in sede commissionale, ma nella primavera del 2025 in votazione è passata l’idea di rimandarla in commissione affinché fossero ascoltati sindacati e imprese sull’urgenza di modificare le norme. Ad oggi nulla si è mosso. Dopo l’attuale estate bollente, si spera che la sensibilità politica sul tema riprenda vigore, ingranando la marcia per adottare finalmente delle misure concrete.    
Leggi l'articolo su www.areaonline.ch
Pagina non trovata - SBLOB.IT
SBLOB

404

Pagina non trovata.

Torna alla home