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"Ha tentato di rapire mia figlia alla fermata dell'autobus". Arrestato giovane gambiano. Mamma racconta, bambina sotto choc
“Eravamo sedute alla fermata dell'autobus poco prima delle otto di sera, era giorno, pieno di gente, mia figlia era in piedi proprio davanti a me e a un certo punto ho visto un soggetto arrivare e prelevare la bimba”. Inizia così il racconto di una donna di 40 anni, originaria di Arezzo, madre di tre figli, che mercoledì sera ha vissuto momenti di terrore con la sua bimba più piccola nel piazzale degli autobus accanto alla stazione di Fontivegge. Un uomo infatti, 29enne di origine gambiana, con una sfilza di precedenti di polizia, già finito in manette, condannato e rimesso in libertà, è stato arrestato dalla squadra volante con l'accusa di tentato sequestro aggravato. “E' una persona conosciuta - racconta la donna al Corriere dell'Umbria - l'ho visto tante volte ubriaco da mattina a sera e allora sono subito intervenuta, con una prontezza da mamma gli ho ripreso subito la bimba dalle braccia, anche perché lei aveva già iniziato a piangere e tremare. Insieme ad alcune ragazze che erano qui - prosegue - abbiamo tranquillizzato mia figlia. In quegli stessi momenti l'uomo la indicava e diceva qualcosa, ma non ho capito le sue parole, nessuno le ha capite. Poi ha tirato fuori il telefono da una tasca e gli ha scattato delle foto, la polizia mi ha detto che gliene aveva scattate due, non so per quale motivo”. Nei minuti di terrore vissuti dalla donna e dalla bambina infatti qualcuno dei presenti ha subito chiamato la polizia che è intervenuta nel giro di pochi minuti. Quando gli agenti della squadra volante sono arrivati il 29enne - vecchia conoscenza della polizia - era ancora nei paraggi: i poliziotti lo hanno fermato e immediatamente arrestato. Ma se, almeno per ora, il 29enne - già protagonista di aggressioni ed episodi di molestie - è stato neutralizzato perché portato in carcere, la piccola è ancora molto provata e impaurita. “Mia figlia - racconta la donna - è ancora sotto choc. Anche stanotte (ieri, ndr) si è svegliata tremando terrorizzata perché aveva gli incubi ed è venuta nel letto a dormire insieme a me. Ha paura soprattutto quando passiamo davanti alla stazione e noi lo facciamo tutti i giorni per prendere i mezzi”. La 40enne aggiunge inoltre che questa non era la prima volta che aveva a che fare con quell'uomo: “Mesi fa aveva già provato ad avvicinarsi a mia figlia, lei aveva avuto la prontezza di correre verso di me piangendo e so che aveva cercato di fare la stessa cosa anche con altri bambini, ma non so cosa hanno fatto i loro genitori onestamente. Io - conclude - ho chiesto aiuto e poco dopo sono arrivati i poliziotti che lo hanno arrestato, spero che rimanga in carcere e che lo mandino via dall'Italia, non si può avere gente come questa in giro per le strade”. E sul perché Ismaila Sanyang fosse ancora a piede libero, per quanto è stato possibile ricostruire, erano in corso dei controlli necessari alla sua espulsione relativi alla sua reale provenienza. Irregolare in Italia, pregiudicato, l'ultima volta che la polizia ha avuto a che fare con lui risale appena a quattro giorni fa: in centro, sulle scalette del duomo, brandendo un bastone aveva iniziato a colpire il portone d'ingresso della cattedrale e aveva anche minacciato alcune persone sedute sulle scale. Per questo episodio era stato denunciato. Ma un mese fa era stato anche arrestato perché, alla stazione di Fontivegge, aveva aggressito una passeggera prima e un agente della polfer poi (che aveva riportato una frattura alle dita della mano). In quell'occasione il giudice aveva convalidato l'arresto e lo aveva condannato a un anno e quattro mesi per poi rimetterlo in libertà con l'obbligo di firma. A suo carico, già in precedenza, era stato emesso un Daspo urbano. Intanto è stata fissata per questa mattina l'udienza di convalida dell'arresto per le 9.30.
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