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Misurare il salto delle rane

13/07/2026 · Event 🕐 🆕 ⚠️
Misurare il salto delle rane è una dark comedy ambientata in un piccolo paese di pescatori negli anni '90. Protagoniste sono tre donne di diverse generazioni - Lori, Betti e Iris - unite da un tragico lutto avvenuto vent'anni prima e ancora avvolto in un'aura di mistero. Il paese emerge come un frammento dimenticato, circondato da un vasto lago e da una palude minacciosa che lo isola dal mondo esterno, un microcosmo sospeso tra arcaismo e quotidianità, dove una piccola comunità persiste ancorata a consuetudini superate. Partendo da questo habitat, Misurare il salto delle rane, la nuova produzione di Carrozzeria Orfeo, senza rinunciare all’ironia che la contraddistingue, vuole essere un’indagine poetica e tragicomica sulla condizione umana contemporanea: un viaggio nell'intimità di tre esistenze femminili che si specchiano l'una nell'altra e che, in modo diverso, rifiutano etichette imposte dall’esterno. Tre età, tre mondi, tre stagioni della vita che intrecciano le loro esistenze, scavate da lutti e assenze, ma anche da rinascite, alleanze e complicità profonde. Nucleo pulsante della narrazione è proprio il femminile. Le manifestazioni della violenza e dell'oppressione verso le donne, endemiche nei contesti rurali dell'epoca, affiorano nel tessuto sociale della comunità con modalità sottili ma pervasive. I personaggi maschili incarnano quasi invariabilmente figure di minaccia o fallimento. Lo spettacolo esplora le contraddizioni dell’esistenza: la pesantezza e la leggerezza, il dolore e il riso, il radicamento e il desiderio di evasione. Attraverso dialoghi taglienti e situazioni paradossali, momenti di puro lirismo e gesti simbolici, che si intrecciano nella narrazione, alternando momenti di intensità visiva a passaggi di caustica comicità, Carrozzeria Orfeo costruisce un racconto intimo, in cui la gravità del dolore si affianca alla leggerezza dell'ironia. Misurare il salto delle rane è un invito a confrontarsi con i propri limiti, a cercare la bellezza nei gesti semplici, in piccoli atti di trasformazione dove pare non accadere nulla. È un’ode alla complessità dell’essere umano, con la sua infinita capacità di perdersi e ritrovarsi, tra ciò che ci definisce e ciò che ci supera. PREMIO DELLA CRITICA A.N.C.T. 2025 COME MIGLIOR SPETTACOLO con la seguente motivazione: «A prima vista "Misurare il salto delle rane", l'ultima fatica scenica di Gabriele Di Luca per Carrozzeria Orfeo, regia dello stesso e di Massimiliano Setti, si presenta come una sorta di melanconico "merry go round" fra tre donne di diverse età e background. Una diversità radicale rispetto alla cifra politicamente scorretta e urticante della compagnia lombarda, capace sempre di rappresentare conflitti interpersonali e sociali, con forme e accenti sempre sulle righe di tagliente sarcasmo e ironia? In realtà no, perché c'è un profondo legame che unisce i due approcci, il disegno di un malessere epocale, che non va celebrato però in un'epifania tragica e disperante, ma piuttosto colto nella velocità del segno contemporaneo, in cui cinismo e derisione vanno continuamente a braccetto. E l'abilità di Carrozzeria Orfeo sta nel mettere in scena spettacoli sempre giusti, fattore ormai non più considerabile come pura casualità, al di là dei registri usati. In questo caso al centro c'è la morte di una ragazza, che porterà a una vendetta senza appello, che riproduce nello scenario le torbide atmosfere dei gialli alla David Lynch, con l'aggiunta però di una scrittura plastica e metronomica come quella di Gabriele Di Luca e di una cura minuziosa nella costruzione dei personaggi, a cui concorrono la regia condivisa con Massimiliano Setti e la straordinaria immedesimazione di Elsa Bossi (Lori), Chiara Stoppa (Betti) e Marina Occhionero (Iris) nei rispettivi ruoli. La prima, più anziana, ferma nel blocco emotivo legato alla morte della figlia, la seconda, più vicina al consueto target di Carrozzeria, esuberante ai limiti della follia al punto di diventare una trainer per rane, e la terza, infine, la più borghese, giunta in questo villaggio per consegnare la bottiglia con il messaggio che chiarirà tutti i rebus del caso». NOTE DI DRAMMATURGIA «Misurare il salto delle rane è un titolo enigmatico ed evocativo. La rana, creatura anfibia, vive tra due mondi: è simbolo di metamorfosi e adattamento, ma anche di resilienza e forza femminile primordiale. Il suo salto rappresenta un movimento di trasformazione, l'abbandono di uno stato precedente per approdare a uno nuovo. Questo titolo assume molteplici significati per le protagoniste: Lori è intrappolata in una stasi emotiva, incapace di compiere quel salto necessario per elaborare il lutto. Per Betti, con la sua ossessione per le gare di salto, ogni centimetro guadagnato da Froggy è una piccola vittoria contro un destino che l'ha marchiata come pazza. Iris ha già compiuto un salto significativo, abbandonando la sua vita agiata per seguire l'impulso di consegnare quel messaggio, ma si tr
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