www.lanuovaprovincia.it
Vive ad Asti, ma il richiamo dell'avventura le ha già fatto visitare 146 Paesi in tutto il mondo
Parla quattro lingue (italiano, inglese, francese e spagnolo), è giornalista e scrittrice, mamma di due ragazze, nonna, vive in un appartamento minuscolo, “il mio piccolo nido”, nel cuore di Asti insieme a Marilyn, Coco, Cassius, Einstein, Lennon e ad altri celeberrimi personaggi riprodotti a grandezza naturale dall’artista Giorgio Grosso. Ha studiato dizione, è curiosa, ama mangiare ma non cucinare, colleziona cappelli e poi, soprattutto, adora viaggiare. In Bangladesh al Sonargaon Museum Park vicino Dhaka Centoquarantasei le nazioni che dove è stata finora. «Un numero grande che forse mi colloca sul podio come l’italiana che ha visitato più nazioni con la fortuna che, pur non essendo Paperon de Paperoni, - sorride Savina Sciacqua – i primi venticinque anni sono sempre stata invitata in quanto giornalista di viaggio internazionale». Poi quando gli equilibri lavorativi si modificarono, Savina cambiò semplicemente visuale e si reinventò una nuova vita: «Sono come l’Araba Fenice e così decisi di diventare nomade per completare il giro del mondo escludendo le nazioni attualmente più a rischio; nei miei spostamenti – commenta - sono prudente e uso piccoli trucchi come, ad esempio, non uscire la sera o scegliere strutture dove so di trovare protezione sociale». Savina in Botswana, nella città di Gaborone Savina Sciacqua ha iniziato a viaggiare a diciotto anni ed è da allora che la sua lista dei Paesi ha iniziato a prendere forma, una lista lunga che non prevede ritorni, «soprattutto da quando quasi cinque anni fa, a sessant’anni, ho iniziato a viaggiare per conto mio. Non prevede ritorni perché il posto a cui ambisco di più – spiega Savina – è sempre il prossimo, quello che non ho ancora visto, quello che mi stupirà». Torinese di nascita, ha vissuto in molti luoghi «ma mai nessuno mi ha detto fermati, questa è casa tua»; poi, un po' casualmente qualche mese fa è arrivata ad Asti tramite amici. «Di questa città mi sono innamorata, l’ho trovata bellissima, meravigliosa, comoda e, pur non avendone motivo, ho cercato casa qui». È così che Savina Sciacqua con le sue “quattro valigie” piene di abiti è arrivata nella nostra città, una sosta temporanea nel suo itinerare, nel suo conversare con il mondo. «In realtà c’è una ragione a questa pausa, un progetto che sto facendo per i miei nipoti, per stare loro più vicino». È iniziato tutto con messaggi vocali che Savina mandava e dove raccontava favole “reali” talmente belle che la figlia le chiese di renderle pubbliche. «Oggi ho circa trecento audiolibri, tradotti in tre lingue che mi hanno valso l’appellativo di “la nonna che parla” e che sono in vendita su diverse piattaforme». Tappa nella capitale della Georgia, Tbilisi Ma tra i progetti di Savina c’è anche “Il mondo in un clic” che, a differenza di cosa potrebbe indicare il titolo, è un testo scritto che risponde a una domanda sola, declinata per ogni nazione della terra: «Per ora ne ho scritti sette e il primo risponde alla domanda “Come è nata l’istruzione?. In ordine alfabetico, dall’Afghanistan allo Zimbabwe, e ogni testo va dalle settecento alle oltre mille pagine, per questo mi sono fermata, perché vorrei fare un’opera enciclopedica digitale di almeno dieci volumi». Tra le città visitate da Savina Sciaqua anche Samarcanda in Uzbekistan Un lavoro immane che occupa ogni minuto delle sue giornate, alcuni degli altri temi affrontati sono “I cimiteri”, “Le ricette”, “Le tradizioni”, “Come ci si sposa”, “I film”; un lavoro che la appassiona. «Sono come una matriosca», ci racconta, dimostrandoci come Savina Sciacqua sappia reinventarsi ogni giorno, condividere la sua esperienza. Savina, una donna che ha girato il mondo e che adesso ha il mondo intero che gira intorno a lei.
Leggi l'articolo su www.lanuovaprovincia.it