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Tra Italia e Spagna tornano i controlli alle frontiere
Per la prima volta da anni chi viaggia tra Italia e Spagna può ritrovarsi davanti a un controllo di frontiera. È l'effetto della decisione di Roma di sospendere temporaneamente la libera circolazione prevista da Schengen, l'area europea in cui normalmente è possibile attraversare le frontiere interne senza controlli, sui collegamenti con la Spagna, dopo l’ingresso di migliaia di persone nell'enclave spagnola di Ceuta, in territorio marocchino. Madrid ha risposto con una misura analoga nei confronti dei viaggiatori provenienti dall'Italia.
I controlli italiani sono entrati in vigore il 1° agosto. La misura riguarda i collegamenti aerei e marittimi con la Spagna e prevede verifiche mirate e selettive, con particolare attenzione ai cittadini extra-Ue in arrivo dalla Spagna. Per ora, però, non risultano dati ufficiali che permettano di quantificare quanti passeggeri siano stati controllati negli aeroporti italiani o che dimostrino la formazione di code significative.
La situazione è più documentata sul versante spagnolo. Dopo la decisione di Roma, Madrid ha iniziato a controllare i passeggeri provenienti dall'Italia nei principali aeroporti del Paese. Nel primo giorno sono stati verificati i documenti di circa 200 persone arrivate con voli dall'Italia, negli aeroporti di Madrid, Barcellona, Siviglia, Bilbao, Alicante e Valencia.
Ma al di là dei numeri, i nuovi controlli stanno iniziando a produrre anche un effetto più difficile da quantificare: l'incertezza di chi ha già organizzato un viaggio. Sonia, spagnola che vive a Genova, aspetta a metà settembre i genitori, che hanno acquistato il volo più di un mese fa. «Tutta questa situazione ci sta facendo rivivere, in parte, quella sensazione di incertezza che avevamo durante il periodo del Covid», racconta. «Avevamo finalmente ricominciato a viaggiare, ma da un momento all'altro potevano cambiare le regole, introdurre nuovi requisiti o addirittura cancellare i voli».
I genitori di Sonia sono cittadini spagnoli, ma l'incertezza riguarda soprattutto le eventuali procedure aggiuntive in aeroporto e il modo in cui potranno cambiare nei prossimi giorni. «Più che una singola misura in sé, ciò che pesa maggiormente è l'incertezza: avere già organizzato e acquistato il viaggio da tempo e, nonostante questo, non poter sapere con tranquillità quali saranno le condizioni effettive al momento della partenza», spiega.
Una preoccupazione ancora più forte per il padre, che non è abituato a viaggiare in aereo. «Teme che possano cancellare il volo, introdurre qualche nuova restrizione o sorgere qualsiasi altro tipo di problema all'ultimo momento», racconta Sonia. E il timore non riguarda soltanto il viaggio di andata: «La risposta di Pedro Sánchez crea inevitabilmente qualche dubbio anche su quale sarà la procedura corretta per rientrare successivamente in Spagna».
L'Italia ha annunciato che manterrà i controlli almeno fino al 15 agosto, data legata anche al timore di nuovi tentativi di attraversamento di massa della frontiera di Ceuta. Il governo italiano ha lasciato intendere che la misura potrebbe essere rivista se la situazione di sicurezza dovesse migliorare. La Spagna ha invece annunciato che i propri controlli sui viaggiatori provenienti dall'Italia resteranno in vigore fino al 7 settembre.
Lo scontro diplomatico ha portato, di fatto, a una situazione inedita: due Paesi dell'area Schengen che si controllano reciprocamente alle frontiere interne. Nel frattempo, anche la Germania si sta muovendo verso una politica più rigida sulla gestione dei migranti, anche se non sta adottando la stessa misura dell'Italia nei confronti della Spagna.
Berlino ha già da mesi reintrodotto controlli alle proprie frontiere terrestri. La misura attualmente notificata alla Commissione europea è in vigore fino al 15 settembre e riguarda i confini con Francia, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Austria, Svizzera, Repubblica Ceca e Polonia. La motivazione ufficiale comprende l'alto livello di immigrazione irregolare, il traffico di migranti e la pressione sul sistema di accoglienza.
La linea tedesca si intreccia ora anche con quella italiana sul cosiddetto movimento secondario dei richiedenti asilo. Berlino si prepara infatti a riprendere i trasferimenti verso l'Italia di alcune persone che, secondo le regole europee, dovrebbero essere prese in carico dal Paese di primo ingresso. I primi trasferimenti sono attesi dal 19 agosto.
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