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“Umbria hub della droga”, la guardia di finanza ha sequestrato 150 chili di sostanze stupefacenti in un anno

26/06/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 😊
Numeri imponenti, che restituiscono il quadro di un’attività incisiva, quelli della guardia di finanza dell’Umbria nell’ultimo anno e mezzo, snocciolati ieri dal comandante dell’Umbria, il generale di divisione, Francesco Mazzotta, nel corso delle celebrazioni per il 252esimo anniversario dalla fondazione del corpo, che sono culminate con la cerimonia alle 18 in piazza del Bacio alla presenza della massime autorità civili, militari e religiose. Proprio sulla scelta del luogo, la seconda volta in due anni, Mazzotta ha voluto specificare che è stata fatta con l’intento di voler “contribuire alla sua sicurezza; concetto questo che non racchiude in sé esclusivamente la prevenzione e la repressione di eventi delittuosi ma contempla lo sforzo sinergico di tutte le parti in causa, istituzioni e cittadinanza, a trasformare luoghi problematici come questa - pur splendida - piazza, in volani di iniziative e opportunità per Perugia”. Ieri mattina un primo momento della cerimonia si era tenuto nel complesso interparrocchiale San Giovanni Paolo II, dell’Unità pastorale di Prepo-Ponte della Pietra -San Faustino di Perugia con uno spazio espositivo in cui partecipare virtualmente ad operazioni di servizio. A partire dai 150 chilogrammi di droga - nella maggior parte cocaina - sequestrati dai reparti specializzati nel periodo compreso tra gennaio 2025 e maggio 2026. Tra questi certamente il sequestro da 65 chili messo a segno dagli uomini del Nucleo di polizia economico finanziaria del comando provinciale di Perugia nel gennaio del 2025 che aveva portato all’arresto di un ristoratore folignate, condannato a 14 anni e 10 mesi la scorsa settimana. Sono state 71 le persone denunciate per traffico e spaccio di droga, 21 delle quali arrestate. Numeri che, secondo il generale Mazzotta, sono una “testimonianza di come l’Umbria si confermi purtroppo un hub logistico di forte interesse per la criminalità autoctona e straniera, che trae profitto dal traffico di sostanze stupefacenti”. In totale, nel 2025 e nei primi cinque mesi del 2026, la Guardia di Finanza dell’Umbria ha eseguito oltre 9.100 interventi e circa 2.300 indagini. Il contrasto a evasione fiscale e frodi ha dato anche quest’anno risultati importanti: da 390 indagini sono scaturite 310 denunce, proposte di sequestro per oltre 99 milioni di euro e l’individuazione di 25 milioni per crediti d’imposta inesistenti o non spettanti. Le fiamme gialle hanno inoltre proposto all’Agenzia delle Entrate la cessazione della partita Iva per 26 persone ritenute fiscalmente pericolose. “Le attività complessivamente eseguite - ha spiegato il generale Mazzotta nel suo intervento - hanno consentito il recupero di basi imponibili nette per 157 milioni di euro ai fini delle imposte dirette e 41 milioni di euro ai fini i.v.a., scoprendo ben 257 evasori totali”. I finanzieri hanno anche costantemente controllato il mercato del lavoro arrivando a individuare 257 evasori totali, imprenditori o lavoratori autonomi completamente sconosciuti al fisco, e 381 lavoratori in nero o irregolari. Sempre nell’ambito delle frodi sono stati eseguiti 62 interventi nel settore doganale e 84 nel comparto del monopolio statale e delle scommesse. Sono invece 57 i controlli in materia di accise mentre, nell’ambito dei controlli sui prezzi dei carburanti applicati dai distributori stradali, a fronte di 252 interventi effettuati sono state riscontrate 48 violazioni. Numeri importanti anche per la tutela della spesa pubblica, che fa parte delle missioni della guardia di finanza: chiuse circa 350 indagini con la denuncia di 269 persone e 42 segnalazioni alla Corte dei conti con l’accertamento di danni erariali per circa 11 milioni di euro. La guardia di finanza ha anche arrestato tre persone per corruzione e ne ha denunciate altre due. In ambito di tutela della spesa pubblica non solo repressione ma anche prevenzione: in quest’ottica i militari hanno monitorato procedure di affidamento d’appalti per 115 milioni di euro. Cifra molto simile - 112 milioni - anche quella relativa agli interventi derivanti dal Pnrr che i finanzieri hanno passato al setaccio con 282 interventi. Oltre 1000 gli interventi complessivamente svolti a tutela dei principali flussi di spesa. Per la tutela delle risorse europee, i finanzieri, con 150 interventi, hanno accertato contributi indebitamente percepiti o richiesti per circa 4 milioni e denunciato 40 persone. Nell'attività di contrasto alla criminalità organizzata ed economico-finanziaria, in particolare in tema di riciclaggio e autoriciclaggio, sono stati eseguiti, complessivamente, 445 interventi che hanno portato alla denuncia di 35 persone e alla proposta di sequestro di beni per oltre 39 milioni. In tema di lotta all’abusivismo bancario, la finanza ha individuato una vasta truffa ai danni di oltre 30.000 soggetti, cui sono stati sottratti risparmi per 36 milioni di euro, proponendo falsi investimenti in criptovalute. “L’attività - spiegano in una nota - si è conclusa con il recupero a
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