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Castiglione del Lago rende omaggio al suo concittadino Rasetti
Nel 125esimo anniversario della nascita e a 25 anni dalla sua scomparsa, Pozzuolo Umbro ha celebrato la memoria del suo cittadino più illustre, lo scienziato Franco Rasetti. E lo ha fatto con una tre giorni di eventi organizzati dall’omonima associazione guidata dal presidente Claudio Monellini. Un omaggio dovuto a una grande personalità rimasta fuori dai grandi nomi della storia (ancora oggi poco conosciuta anche nella sua terra Natale), per via della sua contrarietà all’utilizzo del nucleare per scopi bellici, ma la cui vita e il cui lavoro hanno ancora molto da insegnare alle nuove generazioni. Grande fisico, paleontologo e botanico, Franco Rasetti fu infatti, insieme a Enrico Fermi, uno degli illustri scienziati del gruppo di via Panisperna che, negli anni Trenta, aprirono le porte allo sviluppo del nucleare. Quando tali ricerche furono indirizzate a scopi militari, la sua moralità lo portò a rifiutare la partecipazione al Progetto Manhattan e rivolgere i suoi studi alle scienze naturali. Uomo di scienza, quindi, ma anche uomo di pace che il paese di Pozzuolo e l’associazione Rasetti hanno voluto ricordare con convegni, presentazioni di libri, cerimonie e momenti conviviali che si sono svolti in gran parte a Palazzo Moretti. Particolarmente significativa la commemorazione che si è svolta al monumento dedicato allo scienziato, ai giardini pubblici, a cui, insieme a Monellini e alla vicesindaco Andrea Sacco, vi hanno partecipato decine di bambini e ragazzi. “La storia di Franco Rasetti - ha spiegato loro Monellini - è affascinate, travolgente e molto complessa. Una vita caratterizzata dalla sua coerenza nel rispetto per la natura, cercando di scoprirne i segreti più profondi e straordinari, ma con l’attenzione alla vita nella sua essenza. Non manca l’amicizia con Enrico Fermi e non meno importante il lavoro a via Panisperna con gli altri componenti del gruppo fino alle scoperte sul nucleare, che circa un decennio dopo cambieranno il mondo venendo utilizzate in Giappone a Hiroshima e Nagasaki. E’ in questo preciso momento che nascono le differenze di opinione con l’amico e le posizioni si allontanano, facendo emergere quale debba essere la visione e l’obiettivo del ricercatore secondo il suo punto di vista. Franco Rasetti non ha dubbi - ha raccontato ancora Monellini -, questo ruolo deve essere al servizio dell’umanità e non per distruggerla. La sua condanna all’utilizzo della bomba atomica lo ha portato a un totale isolamento dal mondo scientifico e dalla storia. Si avvicinò quindi alla paleontologia e alla botanica. Le testimonianze che ci ha lasciato rendono attuale il suo operato, facendone uno degli ultimi filosofi naturali della storia della scienza del 20esimo secolo”. [articlepreview id="452205" link="https://www.corrieredellumbria.it/news/attualita/452205/da-castiglione-del-lago-alla-mostra-del-cinema-di-venezia-la-giovane-studentessa-agnese-scorziello-in-giuria-per-il-leoncino-d-oro.html"]
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