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L'altra Umbria che vive nella cattedrale di Strasburgo. Santa Rita da Cascia illumina il cuore gotico della città

09/07/2026 · NewsArticle 🕐 🆕 🇮🇹 😊
C’è un’altra presenza umbra nel cuore di Strasburgo. Non tra le mura moderne e laiche delle istituzioni europee, ma dentro quelle antiche e sacre di una delle cattedrali più affascinanti della cristianità. Come avrà Benedetto da Norcia, patrono d’Europa, anche Rita da Cascia ha il suo angolo speciale nella città simbolo del dialogo europeo. La troviamo entrando nella cattedrale di Notre-Dame, lasciandoci alle spalle il rumore delle vie del centro storico e immergendoci nella penombra solenne della pietra rosa dei Vosgi. E’ qui, appena varcata la soglia d’ingresso, all’inizio della navata laterale sinistra, quasi all’improvviso, che la santa umbra appare allo sguardo. E appare è davvero la parola giusta. Perché in una cattedrale dominata dalla verticalità gotica, dalle ombre, dalle colonne che sembrano rincorrere il cielo e dalle poche luci che filtrano dai frammenti colorati delle vetrate, la figura di Rita emerge grazie a un fascio di luce che cade direttamente sul volto. Una presenza semplice, quasi silenziosa. Non siamo davanti a uno dei grandi capolavori artistici custoditi nella cattedrale, ma davanti a qualcosa che forse racconta ancora di più: la forza della devozione popolare. La santa di Cascia è rappresentata in piedi. Indossa un abito color rosso terra, quasi un cotto antico, che risalta con forza tra le tonalità scure della chiesa. Lo sguardo è composto, severo e dolce insieme. Una mano è aperta verso i fedeli, quasi pronta ad accogliere richieste e sofferenze; l’altra è raccolta sul petto accanto alla croce circondata dalla corona di spine, simbolo della partecipazione di Rita alla Passione di Cristo. Ai suoi piedi dieci candele accese. Piccole luci nel buio della cattedrale. E accanto una preghiera in francese dedicata alla lavvocata delle cause disperate: “Potente Rita, è con tutta la mia fiducia nel tuo potere celeste che ricorro a te in questo momento difficile che opprime il mio cuore”. Un angolo di Umbria, quindi, nel cuore dell’Alsazia. E non deve sorprendere. Perché Rita, nata a Roccaporena e diventata la santa di Cascia, è una delle figure religiose italiane più amate al mondo. La sua devozione ha superato confini, lingue e continenti. In Brasile, a Santa Cruz, nello Stato del Rio Grande do Norte, le hanno dedicato una statua monumentale alta circa 56 metri: una delle testimonianze più imponenti al mondo del culto verso la santa umbra. Ma incontrarla qui, dentro Notre-Dame di Strasburgo, ha un fascino particolare. Perché questa non è una chiesa qualsiasi. È uno dei monumenti simbolo del gotico europeo. La sua storia attraversa mille anni: il primo grande cantiere romanico iniziò nell’XI secolo, poi arrivò la trasformazione gotica che regalò alla città quella straordinaria facciata ricamata nella pietra e quella guglia unica che ancora oggi domina Strasburgo. Quando nel 1439 venne completata la torre alta 142 metri, la cattedrale diventò una delle costruzioni più alte mai realizzate dall’uomo e mantenne questo primato per secoli. Victor Hugo la definì “un prodigio del gigantesco e del delicato”. Ogni anno milioni di persone varcano il suo ingresso: turisti, pellegrini, curiosi attratti dalle sue vetrate medievali, dal celebre orologio astronomico rinascimentale, dalla facciata che cambia colore con il sole e che in queste sere d’estate torna a trasformarsi ancora. Fino a mezzanotte, infatti, la cattedrale diventa anche una grande tela di pietra: luci, immagini e colori vestono la facciata in uno spettacolo notturno che esalta ogni scultura, ogni dettaglio, ogni ricamo scolpito nei secoli. Fuori il grande spettacolo della storia e dell’arte. Dentro, invece, in un angolo più raccolto, una donna nata in un piccolo borgo dell’Umbria continua ad attirare sguardi, candele e preghiere. E’ forse questo il viaggio più sorprendente di Rita: partita dalla piccola Roccaporena, arrivata nel mondo senza mai perdere la semplicità delle sue origini. Fino a illuminare, con una piccola luce rossa accesa ai suoi piedi, anche il cuore millenario di Strasburgo.
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