SBLOB
saveriane.it

AMORE FRATERNO E VOGLIA DI MISSIONE

06/07/2026 · Article 🕐 🆕 😊
Un viaggio che mi ha stancata fisicamente e psicologicamente ma che mi ha vista tornare a casa spiritualmente carica. Questo è stato il mio primo CoMiGi e, prima d’ora, non avevo la minima idea di cosa fosse. Il Convegno Missionario Giovani, che si tiene ogni tre anni, quest’anno si è unito al convegno dei seminaristi, che invece si tiene ogni anno. Una novità che ha riempito i cuori di tutti, tra condivisioni e risate. Si è pensato di giocare ad “indovina il seminarista” perché una domanda che premeva un po’ tutti era appunto chi fosse seminarista e chi invece semplicemente un giovane “voglioso” di missione. Non è stato facile, dato che i seminaristi sono per lo più giovani! Tornando all’esperienza che ho vissuto, sono molto contenta e non vedo l’ora di riviverla. Io sono membro del gruppo della Famiglia Saveriana di Cava-Salerno, che ho conosciuto per caso sei mesi fa. Una realtà che non avrei mai immaginato esistesse, piena di persone dal cuore puro! Il CoMiGi è iniziato il 30 aprile ed è terminato il 3 maggio con la messa domenicale presieduta dal vescovo di Rimini. 4 giorni ricchi di testimonianze, condivisioni, emozioni . Importante è stata anche la piccola convivenza vissuta con le mie compagne di viaggio, Suor Antonella, Maria Teresa e Fiorella. Abbiamo trascorso insieme una mini vacanza, sostando a Termoli prima di giungere a Misano Adriatico! Le ringrazio perché non sarebbe stato lo stesso senza questo tempo trascorso insieme.   Il tema è stato “Ogni Tempo è Missione”, analizzato da Don Riccardo Pincerato mediante i due termini greci Chronos e Kairos: il primo è il tempo che costantemente cerchiamo di quantificare e di rincorrere, e che nominiamo spesso nella nostra quotidianità dicendo “non ho mai tempo”; il secondo è la temporalità, che si ritrova nella relazione con l’altro, nelle esperienze che ti segnano. Questo tema è stato ripreso un po’ da tutti poiché declinato mediante i diversi opposti della vita: nascita-morte, demolire-costruire, piangere-ridere . Uno degli antonimi che mi ha colpito molto è gettare i sassi-raccogliere i sassi: c’è un tempo per seminare, ma il tempo della raccolta non è di chi ha seminato, bensì di chi viene dopo di lui. Ciò richiama appieno il senso del bene che si deve volere per l’altro. In fondo, “che bella la vita quando si programma per gli altri”! Ogni tempo ha il suo tempo, no? Non tutti i momenti sono uguali e dobbiamo capire che c’è un tempo per tutto, altrimenti rischiamo di annullare ogni singolo tempo. Dunque, dovremmo imparare a dare più importanza al Kairos rispetto al Chronos, perché è nella relazione che possiamo vivere un tempo di qualità. È nella relazione che puoi scoprire chi sei veramente, ed io mi sono sentita come a casa, soprattutto durante i laboratori: momenti di condivisione in cui non avevo tanto da dire perché non sono mai andata in missione, ma come ha detto un seminarista che ho conosciuto, “tu la stai vivendo oggi la tua missione”. Quindi sì, se il Kairos è il nostro nome che esplode, laddove ci sentiamo veramente noi stessi, allora il mio Kairos è stato il CoMiGi, ciò che va ricordato, a cui riporterò sempre il mio cuore. Inoltre abbiamo discusso circa gli ostacoli e le risorse che pensiamo di avere in missione. Personalmente percepisco la paura di lasciare la propria comfort zone, la propria routine per qualcosa di totalmente nuovo e diverso, ma allo stesso tempo credo che la missione permetta di arricchirsi reciprocamente. Emozionantissimi sono stati anche gli interventi di Padre Alex Zappalà: “nella matematica di Dio, se vuoi moltiplicare devi imparare a dividere”. Ma ancor di più, la spiegazione pratica mediante una bilancia. Padre Alex ci ha dimostrato come, dinanzi un problema molto grande, basta un piccolo “sì” affinché si possa ristabilire l’equilibrio. È senza quel piccolo “sì” che l’altro si vede perso. Perché la nostra presenza o la nostra assenza fa la differenza: fa bene all’altro che noi “ci siamo”, e quindi dobbiamo esserci, anche se con un solo piccolo “sì”. Non possiamo rimediare e tornare indietro per cambiare l’inizio, ma possiamo iniziare da dove siamo e cambiare il finale! E come non poter parlare dell’aperitivo missionario! Abbiam mangiato, ovviamente, ma soprattutto abbiamo ascoltato le testimonianze di chi ogni giorno cerca sempre di donarsi completamente all’altro. “L’amore non si tratta” mi ha fatto molto a pensare: quando si va in missione, come detto da Marina Violani, bisogna chiedere “scusa” perché la loro povertà è conseguenza della nostra ricchezza. Per concludere, durante i saluti finali, ci è stata data la croce con i colori della missione, come si fa di solito. Inutile dire che, quella che per gli altri è una croce da aggiungere alle tante altre ricevute durante i diversi incontri, per me è la prima. Dunque anche questo piccolo oggetto è una delle mie “prime volte” e la indosserò ricordando l’emozione provata nel riceverla. Inoltre, a colpirmi è stata Suor Catalina che mi ha detto “non perdere mai
Leggi l'articolo su saveriane.it
Pagina non trovata - SBLOB.IT
SBLOB

404

Pagina non trovata.

Torna alla home