www.areaonline.ch
Te la ricordi Genova? Il 21 luglio 2001 sotto i manganelli degli otto potenti del mondo?
Venticinque anni. Un quarto di secolo ci separa dal G8 di Genova, quando un governo guidato da Berlusconi che, per la prima volta in era repubblicana aveva sdoganato i fascisti, si è reso colpevole di aver sospeso lo stato di diritto, per Amnesty International si è trattato della piĂš grave sospensione della democrazia in Europa dalla fine della Seconda guerra mondiale.  Otto capi di stato blindati nel cuore della cittĂ medaglia dâoro al valor militare per aver sconfitto sul campo fascisti e nazisti prima dellâarrivo degli Alleati, unâintera popolazione fatta prigioniera per consentire agli otto potenti della Terra di scrivere con la forza e con le ariml e regole del nuovo millennio: liberismo e guerra.  Fuori dalle grate metalliche militarmente difese a protezione del potere mondiale câera un altro mondo possibile fatto di uomini, donne, ragazzi, militanti di sinistra, ambientalisti, suore e frati, una miriade umana pacifica quanto determinata che aveva capito dove quegli uomini intendevano portare il mondo, come intendevano distruggere solidarietĂ , diritti, ambiente, sogni e speranze e fare a pezzi ogni opposizione democratica.  Quel mondo chiamato noglobal nato Seattle e cresciuto a Porto Alegre che si opponeva alla guerra e al liberismo che aveva capito tutto, non lo accettava e dunque andava fermato con ogni mezzo. Ed è stato fermato con ogni mezzo, con la violenza e con la menzogna, con i manganelli, i candelotti lacrimogeni, le pistole, il carcere, con lâuccisione di un ragazzo che come altre centinaia di migliaia si batteva contro la barbarie, le diseguaglianze, il razzismo.  La morte e lo scempio del corpo di Carlo Giuliani, poi la caccia selvaggia contro la marea di manifestanti pacifici provenienti da tutto il mondo, la macelleria messicana alla scuola Diaz, le torture alla caserma di Bolzaneto, le bugie della polizia e dei carabinieri, la sala regia criminale del governo guidata da un vicepremier figlioccio di Giorgio Almirante, Gianfranco Fini: a Genova, tra il 20 e il 21 luglio del 2001 sono stati spazzati via nel sangue sogni e speranze di pace, diritti, uguaglianza di unâintera generazione di volenterosi. A Genova è iniziato il terzo millennio, quello insanguinato che stiamo vivendo.  Ancora oggi a chi era presente nella notte di sabato 21 luglio 2001 alla Diaz capita di svegliarsi di notte in preda agli incubi con i fari degli elicotteri puntati sullâassalto militare alla scuola e la mattanza di 92 ragazzi e ragazze che dormivano nei sacchi a pelo, e nellâincubo riappaiono i corpi violati degli attivisti portati fuori in barella, si risentono le urla, si rivede il sangue sulle pareti e sui pavimenti delle aule trasformate in luoghi di tortura e le scritte fasciste lasciate come firma inequivocabile dalle forze del disordine.  Dentro lâincubo quel rumore delle pale è cosĂŹ forte da sopraffare la voce di Manu Chao che canta âClandestinoâ. Da quel giorno siamo tutti clandestini, espropriati della libertĂ cioè di tutto.  Quel massacro ai poliziotti glielo aveva ordinato il governo Berlusconi, glielo ordinava lâEuropa dove a quel tempo câera anche la Russia, glielo ordinava il padrone di tutti quanti, il liberismo.  Anche a chi scrive capita di svegliarsi con quellâincubo, e di rivedere un uomo disperato bloccato davanti alle grate metalliche dalle forze armate: no, non può salire allâospedale a dare lâultimo saluto a sua moglie che sta morendo perchĂŠ quellâospedale è in zona rossa.  Stefania è morta sola. Dura lex sed lex, una legge di merda, umanitĂ , veritĂ e giustizia azzeratte da unâorgia di potere fondato sulla menzogna e la prepotenza distruttrice e autodistruttrice.  Dopo lâassassinio di Carlo Giuliani, il partito erede del Pci che al tempo si chiamava Ds aveva usato lâazione devastante ma tollerata dal potere dei black bloc per chiamarsi fuori e consegnare il popolo noglobal alla violenza della polizia.  Maggior parte dei sindacati come Cgil, Cisl e Uil avevano fatto la stessa cosa e si erano riuniti in un cinema di Genova mentre fuori iniziava nel sangue il Terzo millennio. Solo la Fiom rimase in piazza, una scelta difficile e coraggiosa che chiunque a sinistra non ha perso la memoria ricorda. E pensare che la settimana di mobilitazione del Genoa Social Forum era iniziata con un dibattito sulla globalizzazione, quella del capitale e quella che si stava costruendo dei cittadini, dei lavoratori e dei diritti, presenti dirigenti sindacali di mezzo mondo. Al sottoscritto era toccato il compito di moderare il confronto.  Un quarto di secolo dopo, eccoci qua. Hanno insegnato qualcosa le giornate di Genova 2001? Le guerre che dovevano fermarsi si sono moltiplicate,
Leggi l'articolo su www.areaonline.ch