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Allergia alle graminacee ed altri pollini: sintomi, cause, rimedi
Video
https://www.youtube.com/watch?v=WXMCCqX73d8
Introduzione
L'allergia ai pollini (anche chiamata raffreddore da fieno o, più correttamente, rinite allergica) è una condizione molto diffusa che colpisce fino al 20% della popolazione, manifestandosi attraverso la comparsa, con severità variabile, di uno più dei seguenti sintomi:
naso che cola e congestione nasale,
prurito agli occhi e/o occhi che lacrimano,
starnuti,
tosse,
prurito al naso, sul palato o in gola,
gonfiore agli occhi e occhiaie bluastre (occhiaie allergiche),
stanchezza e debolezza,
riduzione del senso del gusto o dell’olfatto.
Da questo punto di vista la condizione si sovrappone almeno in parte ad un raffreddore, ma in realtà possiamo individuare alcune importanti differenze con questo e con disturbi simili:
Segni/sintomi
Sinusite
Allergia
Raffreddore
Durata della malattia
Più di 10-14 giorni
Variabile
Meno di 10 giorni
Pressione / dolore facciale
Sì
Talvolta
Talvolta
Scolo nasale
Biancastro o colorato
Trasparente, sottile, liquido
Denso, biancastro o sottile
Febbre
Talvolta
No
Talvolta
Cefalea
Spesso
Talvolta
Talvolta
Dolore all'arcata dentale superiore
Talvolta
No
No
Alito cattivo
Talvolta
No
No
Tosse
Talvolta
Talvolta
Sì
Congestione nasale
Sì
Talvolta
Sì
Starnuti
No
Talvolta
Sì
Nel caso della rinite allergica stagionale i sintomi si manifestano poi solo in caso di contatto con il polline, una sostanza che si trova nell'aria sotto forma di polvere sottile rilasciata dalle piante come parte del loro normale ciclo riproduttivo; il polline contiene proteine che scatenano una risposta da parte del sistema immunitario dei soggetti allergici a livello delle mucose su cui vengono a contatto (naso, occhi, gola e seni paranasali), che diventano irritate, gonfie e infiammate.
Tra i pollini più a rischio di scatenare allergia troviamo:
graminacee,
ambrosia,
parietaria,
betullacee.
L'allergia può comparire a qualsiasi età, ma in genere esordisce nell'infanzia o durante l'adolescenza, in molti casi per poi migliorare con l'età (ed in alcuni soggetti fortunati, circa il 10-20%, addirittura andare in completa remissione).
Alcuni pazienti allergici possono manifestare reazioni più o meno marcate anche al contatto di specifici alimenti, a causa della cosiddetta cross-reattività (ossia a causa della somiglianza chimica che alcune molecole contenute esibiscono rispetto al polline).
Anche se non costituisce una seria minaccia per la salute, essere allergici può significare scontrarsi con alcune difficoltà più o meno serie nel quotidiano e per questo il paziente che soffre può andare incontro ad un peggioramento della propria qualità di vita.
Ad oggi non esiste purtroppo una cura per risolvere completamente il problema dell'allergia (benché va detto che con l'immunoterapia si siano fatti passi avanti), ma disponiamo di numerosi farmaci in grado di garantire una gestione ottimale dei sintomi.
Cause
L'allergia primaverile ai pollini, così come qualsiasi altra allergia, è scatenata dal contatto con degli allergeni, ossia proteine erroneamente riconosciute come possibili minacce dall'organismo.
Nel corso di un processo chiamato sensibilizzazione il sistema immunitario individua per errore una sostanza innocua presente nell'aria come qualcosa di nocivo e comincia così a produrre anticorpi per difendersi; dal contatto successivo è quindi pronto a reagire rilasciando sostanze chimiche come l'istamina, in grado di attivare le difese e scatenare la reazione che determina i segni ed i sintomi fastidiosi della febbre da fieno.
Si tratta quindi di una reazione esagerata verso il polline (o un altro allergene).
Rinite allergica è il termine generale che indica una reazione delle prime vie aeree al contatto con specifiche sostanze (allergeni); può essere scatenata da allergeni stagionali come
polline d’alberi, comune in primavera;
pollini di graminacee, comune nella tarda primavera e in estate;
polline di erba, comune in estate e autunno;
spore di funghi e muffe, che possono peggiorare durante i mesi caldi,
o perenni
acari,
allergeni animali quali la saliva del gatto e i residui della pelle,
scarafaggi,
spore di funghi in ambienti chiusi o all'aperto e le muffe.
Il nome febbre da fieno non indica necessariamente un’allergia al fieno (che peraltro può contenere graminacee) e soprattutto, nonostante il suo nome, non causa febbre.
Fattori di rischio
I seguenti fattori di rischio possono aumentare il rischio di sviluppare allergie stagionali:
storia familiare di allergie,
presenza di asma o altre allergie (come la dermatite atopica),
sesso maschile,
nascita durante la stagione del polline,
essere un figlio primogenito,
esposizione al fumo di sigaretta durante il primo anno di vita.
La quantità di sole, pioggia e vento influisce moltissimo sulla quantità di polline presente nell'aria; nei giorni di pioggia il polline viene per esempio lav
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