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Novi - Ex Ilva: cordata italiana con l

11/08/2026 · Article 🕐 🆕 🇮🇹
Ex Ilva, agosto di lavoro, ma per i legali. Mentre negli stabilimenti del ciclo a freddo, quello di Novi Ligure compreso, il ritmo di lavoro è ai minimi storici per le ferie e la cassa integrazione, ma anche per la mancanza di lamiera da lavorare, i legali ai quali si sono affidati i commissari straordinari dell’ex Ilva e di Acciaierie d’Italia sono impegnati a cercare contromisure alla sentenza della Corte d’Appello di Milano che impone la chiusura dell’area a caldo dell’acciaieria di Taranto che rifornisce anche lo stabilimento di Novi Ligure di lamiera grezza. Pare che i legali dei commissari straordinari stiano predisponendo il ricorso in Cassazione contro il decreto della Corte d'Appello. Il ricorso non sospende gli effetti del provvedimento e i tempi della Suprema Corte sono incompatibili con quelli fissati dal decreto dei giudici di Milano, pertanto non è ipotizzabile un pronunciamento della Corte di Cassazione entro il 24 ottobre, giorno fissato per la fermata dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto. I novanta giorni concessi per completare le operazioni di fermata dell'area a caldo, però, impongono sin d’ora l'avvio di tutte le attività tecniche propedeutiche allo spegnimento degli impianti. Nello scorso fine settimana è spuntata l’ipotesi di una cordata italiana formata da imprenditori del settore disposti a valutare se sussistono i presupposti per avviare una trattativa per acquisire i siti produttivi dell’area a freddo dell’ex Ilva. Possibile che in tempi stretti venga presentata una manifestazione di interesse non vincolante per valutare lo stato degli asset prima di qualsiasi decisione. La convocazione per oggi del Comitato di presidenza di Federacciai da parte del presidente Antonio Gozzi potrebbe essere il primo passaggio operativo di questo percorso. Qualora il progetto fosse sostenuto direttamente da Confindustria, anche Arvedi sarebbe pronta a valutare un coinvolgimento. Il progetto resta però strettamente legato al sostegno pubblico e una soluzione nazionale avrebbe concrete possibilità di successo solo con una partecipazione dello Stato e con una rimodulazione della gara attualmente aperta, evitando una nuova procedura che dilaterebbe i tempi e nel pianeta ex Ilva non c’è più tempo da perdere. Sul tavolo resta anche la proposta di Jindal, che continua a chiedere una rapida conclusione dell'iter confermando la disponibilità a mantenere l'offerta presentata prima dello stop imposto dal tribunale. Accanto alla partita societaria, ci sono i temi dell'occupazione e della reindustrializzazione, questione che riguarda Taranto e, indirettamente, anche gli altri stabilimenti dell’area a freddo che per lavorare devono reperire la lamiera grezza che sino a quest’anno fornisce l’acciaieria pugliese. Questo dà forza alla proposta di acquisto avanzata da Jindall che ha uno stabilimento per produrre acciaio in Oman e se si risolvesse la crisi nel golfo e riaprisse lo stretto di Hormuz potrebbe consentire di reperire la lamiera per l’area a freddo dell’ex Ilva, in attesa della bonifica e decarbonizzazione dell’area a caldo del sito produttivo di Taranto.Nella foto:Lavoratori dello stabilimento Ilva di Novi in corteo davanti alla fabbrica: un’immagine che potrebbe tornare d’attualità nel prossimo mese di settembre.
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